Bruxelles (eu24news.eu) – Da un lato la crescente carenza di lavoratori in settori chiave, dall’altro milioni di persone in età attiva che restano ai margini del mercato. La Commissione europea mette sul tavolo una soluzione: puntare sui cosiddetti gruppi sottorappresentati, ovvero donne, anziani, migranti e persone con disabilità, come risorsa decisiva per rafforzare la competitività dell’Unione.

Secondo la relazione 2025 sull’occupazione e gli sviluppi sociali (ESDE), un quinto della popolazione in età lavorativa, circa 51 milioni di persone, non partecipa oggi al mercato del lavoro europeo. Un potenziale enorme, superiore all’intera popolazione della Spagna, che se valorizzato potrebbe portare l’UE più vicina all’obiettivo del 78% di occupazione entro il 2030 e ridurre la povertà.

Le categorie chiave. Per i circa 25 milioni di cittadini con disabilità che non hanno un impiego, Bruxelles ricorda che strumenti come quote, politiche antidiscriminatorie e inserimenti mirati hanno già dimostrato efficacia. Quanto ai migranti, almeno sette milioni restano esclusi dal mercato per ostacoli linguistici, burocratici o per il mancato riconoscimento delle qualifiche. La Commissione sottolinea che si tratta di lavoratori in grado di offrire competenze utili a colmare i vuoti in comparti ad alta richiesta. Misure come incentivi fiscali, formazione linguistica e procedure semplificate per i permessi di lavoro possono fare la differenza.

La questione di genere rimane un nodo irrisolto: 32 milioni di donne sono ancora fuori dal mondo del lavoro, spesso a causa delle responsabilità familiari e della mancanza di servizi di cura accessibili. Colmare questo divario significherebbe anche generare crescita: un aumento del tasso di occupazione femminile, in alcuni Paesi, potrebbe far crescere il PIL europeo fino all’1,7%.

La spinta politica. Dobbiamo fare di più per consentire a tutti di mettere in campo competenze e talenti” – ha dichiarato il commissario europeo per le competenze, Roxana Minzatu, invitando i governi nazionali a rimuovere gli ostacoli che tengono fuori milioni di persone dal lavoro. Le leve restano nelle mani degli Stati membri, ma le raccomandazioni comunitarie sono precise: servizi per l’infanzia, incentivi fiscali, percorsi di formazione e norme contro la discriminazione.

Per Bruxelles la direzione è chiara: non si tratta soltanto di colmare un vuoto nel mercato del lavoro, ma di costruire un’Europa più equa, inclusiva e competitiva, capace di trasformare un problema – la carenza di manodopera – in un’opportunità per l’intera società.


Scopri di più da Eu24news

Abbonati per ricevere gli ultimi articoli inviati alla tua e-mail.