Bruxelles (eu24news.eu) –  Si apre oggi la 599ª sessione plenaria del Comitato Economico e Sociale Europeo (CESE), un appuntamento che tra oggi e domani richiamerà l’attenzione su un punto essenziale: il ruolo della società civile nel disegnare il futuro dell’Unione. Non un esercizio formale, ma un passaggio cruciale per trasformare le voci delle comunità, delle imprese e delle associazioni in pareri che orientano davvero le politiche europee.

La sessione si aprirà, oggi pomeriggio, con la cerimonia di fine mandato; domani, invece, sarà la giornata più intensa, con un’agenda che tocca i dossier più urgenti dell’agenda europea. Si parlerà di alloggi a prezzi accessibili, tema su cui interverrà il commissario Dan Jørgensen: la casa non è solo una questione economica, ma un diritto sociale che oggi mette in crisi milioni di cittadini europei.

Un altro snodo sarà il confronto sul nuovo Patto per il Mediterraneo, con la partecipazione di Stefano Sannino e di Pablo Pastor, giovane presidente del Consiglio dei giovani del Mediterraneo. Qui non si tratta solo di diplomazia, ma di capire come costruire un ponte reale con i Paesi della sponda sud, in un’area segnata da tensioni, migrazioni e crisi climatiche.

Non meno decisivo il dibattito sulla resilienza idrica, affidato anche alla voce di Pedro Arrojo-Agudo, relatore speciale ONU per il diritto all’acqua. Parlare di acqua significa parlare di sopravvivenza, di industria, di transizione verde e digitale: un bene comune che rischia di diventare la causa di nuove disuguaglianze e conflitti.

Infine, la strategia europea per la preparazione alle emergenze: ad intervenire sul tema gli esperti della protezione civile e della Croce Rossa, chiamati a delineare scenari che purtroppo conosciamo bene: catastrofi naturali, crisi sanitarie, eventi estremi che si ripetono con frequenza crescente.

La sensazione è che il CESE voglia dare un segnale chiaro: casa, migrazione, clima, gestione delle emergenze non sono capitoli separati, ma parti di un’unica agenda politica che deve tenere insieme dignità sociale, sostenibilità ambientale e sicurezza collettiva. Toccherà alle istituzioni europee raccogliere queste opinioni e tradurle in azioni concrete.


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