Bruxelles – La Commissione Europea, sotto la guida di Ursula von der Leyen, ha lanciato una nuova strategia di “Preparedness” per rendere l’Ue pronta a fronteggiare crisi e minacce emergenti, inclusa la possibilità di un’“aggressione armata” a uno Stato membro. L’obiettivo è sviluppare una “cultura della preparazione” attraverso trenta misure concrete, coinvolgendo cittadini, governi e istituzioni.

Il piano invita i cittadini europei a prepararsi a una vasta gamma di scenari: dai disastri naturali (alluvioni, incendi, terremoti) legati al cambiamento climatico, a emergenze provocate dall’uomo (incidenti industriali, pandemie), fino a minacce ibride (cyberattacchi, disinformazione, sabotaggi) e geopolitiche, come conflitti armati. Ai cittadini si chiede di adottare “misure proattive”, come creare piani familiari di emergenza e accumulare scorte di beni essenziali per almeno 72 ore di autonomia.

Tra le iniziative, la Commissione propone di inserire la preparazione nei programmi scolastici, istituire una “Giornata Europea della Prontezza” e organizzare esercitazioni paneuropee con forze armate, polizia, protezione civile, sanitari e vigili del fuoco. Intanto, il segretario generale della Nato, Mark Rutte, da Varsavia, ha mandato un messaggio chiaro a Putin: un attacco a un alleato Nato avrebbe “conseguenze devastanti”, sottolineando la forza dell’alleanza.
Un richiamo alla resilienza che unisce Europa e Nato di fronte a un mondo sempre più instabile.

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