Bruxelles (eu24news.eu) – La sicurezza dei confini orientali e la transizione verso un modello economico più sostenibile e meno dipendente dalle importazioni rappresentano due facce della stessa strategia europea. È il messaggio emerso dalla 606ª sessione plenaria del Comitato economico e sociale europeo (CESE), che ha posto al centro del dibattito la necessità di rafforzare la resilienza dell’Unione di fronte alle crescenti tensioni geopolitiche e alle sfide industriali globali.

Uno dei temi principali affrontati dal Comitato riguarda le regioni che si affacciano sul confine orientale dell’Unione, in particolare le aree limitrofe a Russia, Bielorussia e Ucraina. Secondo il CESE, questi territori rappresentano una frontiera strategica dell’Europa e richiedono strumenti e risorse specifiche, andando oltre le tradizionali politiche di coesione. Le conseguenze della guerra in Ucraina, unite alle minacce ibride, agli attacchi informatici e al fenomeno dello spopolamento, impongono infatti una visione di lungo periodo e un rafforzamento dei finanziamenti europei.

Nel corso della plenaria è intervenuta anche la leader dell’opposizione bielorussa Sviatlana Tsikhanouskaya, che ha sottolineato il legame tra la difesa dei valori democratici e la capacità dell’Europa di sostenere la resilienza dell’Ucraina e della società civile bielorussa. Accanto alla dimensione geopolitica, il CESE ha dedicato ampio spazio alla futura normativa europea sull’economia circolare, il cosiddetto Circular Economy Act, che la vicepresidente esecutiva della Commissione europea, Teresa Ribera, ha definito uno strumento essenziale per rafforzare l’autonomia strategica dell’Unione europea. L’obiettivo è ridurre la dipendenza dalle materie prime importate e consolidare la competitività industriale attraverso il riciclo, il riutilizzo e un uso più efficiente delle risorse.

Il Comitato ha approvato un parere esplorativo che invita a collocare la circolarità al centro delle politiche industriali europee. L’intenzione è superare il modello economico lineare, basato sul principio “prendi, produci, getta”, per favorire una gestione più sostenibile delle risorse lungo l’intera catena produttiva. La collaborazione tra CESE e Commissione europea proseguirà anche attraverso la Piattaforma europea degli stakeholder per l’economia circolare (ECESP), che nel 2027 celebrerà il decimo anniversario della sua istituzione. Dalla plenaria emerge così una visione comune: la competitività e la stabilità dell’Unione passano sia dalla capacità di proteggere i propri confini e le comunità più esposte alle tensioni geopolitiche, sia dalla costruzione di un modello economico più resiliente, capace di rafforzare la sicurezza delle catene di approvvigionamento e ridurre le dipendenze strategiche dall’esterno.


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