Bruxelles (eu24news.eu) – Si apre oggi a Bruxelles una settimana decisiva per il Consiglio dell’Unione europea, chiamato ad affrontare alcuni dei dossier più delicati per il futuro economico, industriale e geopolitico dell’Europa. Ad inaugurare i lavori è il Consiglio Affari Esteri nella configurazione “Sviluppo”, riunito oggi: al centro il futuro dell’azione esterna europea, la strategia Global Gateway e le conseguenze delle tensioni in Medio Oriente sugli equilibri economici e commerciali globali. La riunione rappresenta il primo appuntamento di un’agenda europea particolarmente intensa, che porterà sul tavolo dei ministri UE temi cruciali come il nuovo bilancio pluriennale dell’Unione europea 2028-2034, la sicurezza economica, la competitività industriale e le relazioni commerciali internazionali.
Il 22 maggio sarà la volta del Consiglio Affari Esteri-Commercio, durante il quale i ministri discuteranno dell’impatto delle crisi geopolitiche sugli scambi internazionali, delle strategie europee per rafforzare la competitività delle imprese e dello stato della riforma dell’Organizzazione mondiale del commercio.
Particolarmente atteso il Consiglio Affari Generali del 26 maggio, che aprirà ufficialmente il confronto politico sul nuovo Quadro Finanziario Pluriennale 2028-2034, il bilancio settennale dell’UE destinato a definire le future priorità europee in materia di difesa, industria, energia, innovazione e autonomia strategica. Sul tavolo anche le relazioni tra UE e Regno Unito e il dialogo annuale sullo stato di diritto riguardante Francia, Italia, Lettonia e Croazia.
Il tema della competitività europea tornerà poi centrale il 28 maggio durante il Consiglio Competitività dedicato a industria e mercato interno, con un confronto sulle nuove strategie industriali europee e sugli investimenti necessari per sostenere la crescita in un contesto segnato dalla concorrenza di Stati Uniti e Cina. A Bruxelles cresce intanto la consapevolezza che il negoziato sul nuovo bilancio europeo sia ormai entrato nella sua fase più delicata. Sullo sfondo restano le pressioni legate ai costi energetici, alla sicurezza commerciale e alla necessità di accelerare gli investimenti comuni per rafforzare il ruolo dell’Europa nello scenario globale.
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