Davos (eu24news.eu) – In Svizzera, dove in questi giorni leader politici, capi di governo e grandi attori economici globali si confrontano sugli equilibri geopolitici, sulle tensioni commerciali e sulle prospettive dell’economia mondiale nel quadro del World Economic Forum, la presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, alza il tono contro la nuova offensiva commerciale americana. “I dazi annunciati da Donald Trump sono un errore – ha affermato la Presidente della Commissione Ue – soprattutto tra alleati di lunga data e l’Unione europea risponderà in modo fermo, unito e proporzionato”. Nessuna retorica antiamericana, ma un messaggio politico netto: trascinare Ue e Stati Uniti in una spirale di ritorsioni significherebbe indebolire entrambi sul piano strategico e geopolitico, finendo per avvantaggiare gli avversari comuni.
Von der Leyen richiama anche il principio di affidabilità degli accordi, ribadendo che l’intesa commerciale sui dazi firmata la scorsa estate non può essere rimessa in discussione unilateralmente sottolineando che la credibilità delle relazioni internazionali passa dal rispetto degli impegni assunti, soprattutto quando si parla di rapporti tra partner storici.
Nel suo intervento, la presidente della Commissione ha poi ampliato lo sguardo al fronte artico, annunciando che Bruxelles sta lavorando a un pacchetto integrato su sicurezza e investimenti. La posizione dell’Ue è chiara: piena solidarietà a Groenlandia e Danimarca, con la sovranità territoriale considerata non negoziabile, e rafforzamento della presenza europea in una regione sempre più centrale negli equilibri globali. Tra le priorità indicate, l’utilizzo dell’aumento della spesa per la difesa per sviluppare capacità europee strategiche, come rompighiaccio e infrastrutture essenziali, in coordinamento con gli Stati Uniti e gli altri partner.
Sul piano politico, da Bruxelles arriva intanto un segnale altrettanto esplicito. Il presidente del gruppo Ppe al Parlamento europeo, Manfred Weber, definisce «inaccettabile» l’uso dei dazi come strumento di pressione e conferma che l’Europarlamento, insieme ai principali gruppi, è pronto a congelare l’accordo commerciale con Washington. Una risposta diretta alle tariffe punitive, fino al 200%, annunciate contro alcuni prodotti europei, in particolare francesi. Per Weber si tratta dello strumento più incisivo oggi disponibile, capace di incidere concretamente sull’accesso degli Usa al mercato europeo.
La linea che emerge da Davos e da Bruxelles è dunque duplice ma coerente: no all’escalation, sì al dialogo, ma senza arretramenti su principi, sovranità e interessi europei. In questo quadro rientra anche il dibattito sull’eventuale attivazione dello strumento anti-coercizione dell’Ue, l’Anti-Coercion Instrument, che consentirebbe alla Commissione di adottare misure straordinarie contro pressioni economiche esterne. Un’opzione che resta sul tavolo, mentre l’Unione cerca di tenere insieme deterrenza e cooperazione in una fase segnata da forti tensioni transatlantiche e da un riequilibrio degli assetti globali.
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