Strasburgo (eu24news.eu) – Approvato in plenaria il Critical Medicines Act, Moratti (FI): “Un passo decisivo per tutelare i pazienti europei, ma occorre rivedere la Direttiva Acque reflue a tutela dell’industria farmaceutica europea”. Il Parlamento europeo ha approvato oggi in seduta plenaria il Critical Medicines Act, una nuova normativa fondamentale per rafforzare la disponibilità, la sicurezza e l’accesso ai medicinali essenziali nell’Unione europea.

“L’approvazione del provvedimento rappresenta una risposta concreta alle crescenti carenze di farmaci che negli ultimi anni hanno colpito milioni di pazienti europei, soprattutto nei momenti di crisi come con la pandemia Covid, mettendo sotto pressione i sistemi sanitari. Il Critical Medicines Act punta a garantire che i medicinali salvavita e di importanza critica siano sempre disponibili, accessibili e prodotti in modo sicuro. L’Europa diventa più resiliente e pronta a proteggere la salute dei cittadini. Si tutela la sovranità sanitaria europea, perché oggi ben l’80 per cento dei principi attivi è di provenienza extra UE e non possiamo garantire la sicurezza dei nostri cittadini, afferma in una nota Letizia Moratti, eurodeputata PPE e Presidente della Consulta Nazionale di Forza Italia.

“Il voto odierno rappresenta una vittoria concreta per tutti i pazienti europei – continua l’eurodeputata. Garantire che i medicinali essenziali siano sempre disponibili non è solo una priorità sanitaria, ma un diritto fondamentale dei cittadini”. Al centro della normativa la tutela dei pazienti: rafforzando la produzione europea, migliorando il coordinamento tra gli Stati membri e rendendo più trasparenti le catene di approvvigionamento, l’Unione europea si dota di strumenti concreti per prevenire interruzioni nella fornitura di farmaci essenziali.

“Con l’approvazione odierna inviamo un messaggio chiaro: la sicurezza dei pazienti viene prima di tutto. Ora dobbiamo assicurarci che la normativa venga implementata rapidamente e che in parallelo siano rivisti alcuni dossier che hanno gravi ripercussioni sulla disponibilità di farmaci in Europa, tra cui la Direttiva Acque Reflue, una ‘tassa ambientale’ che impone oneri ingiustificati all’industria farmaceutica europea legati alla produzione di terapie essenziali”, conclude Moratti.


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