Strasburgo (eu24news.eu) – Il Parlamento europeo ha dato il via libera definitivo alle nuove norme sulla sicurezza dei giocattoli, aggiornando la direttiva del 2009 per tutelare i bambini dai rischi chimici, fisici e digitali. L’obiettivo è ridurre la diffusione di prodotti non sicuri e garantire informazioni trasparenti ai consumatori.
Tra le novità più rilevanti, il divieto di interferenti endocrini, PFAS, alcuni tipi di bisfenoli e fragranze allergizzanti nei giocattoli destinati ai più piccoli. Tutti i prodotti dovranno avere un passaporto digitale (DPP), che faciliterà i controlli doganali e l’accesso alle avvertenze di sicurezza, anche tramite QR code. I produttori dovranno effettuare una valutazione completa dei rischi, considerando chimica, meccanica, elettrica e persino gli effetti sui bambini digitali, mentre i mercati online dovranno garantire visibilità di marchio CE, DPP e avvertenze. I giocattoli non conformi saranno classificati come contenuti illegali secondo la legge sui servizi digitali.
Le norme europee stabiliscono i requisiti di sicurezza essenziali che i giocattoli devono soddisfare per poter essere immessi sul mercato dell’UE, indipendentemente dal Paese di fabbricazione. Il marchio CE attesta la conformità a queste regole. Nel 2023, i giocattoli sono stati il secondo prodotto più segnalato nel sistema di allerta rapida dell’UE per prodotti di consumo pericolosi (15%), dopo i cosmetici (36%), con ingredienti chimici come principale fonte di rischio in quasi la metà delle segnalazioni. Secondo Marion Walsmann, relatrice del regolamento, “con queste regole, i bambini possono giocare spensierati e le aziende pianificare in modo responsabile”. Le nuove norme entreranno in vigore 20 giorni dopo la pubblicazione nella Gazzetta ufficiale dell’Unione europea, con un periodo di transizione di quattro anni e mezzo per la piena attuazione. Con oltre 6,5 miliardi di euro di giocattoli importati nel 2023, di cui l’80% dalla Cina, l’aggiornamento rappresenta un passo decisivo per rafforzare la sicurezza dei bambini e la trasparenza del mercato europeo.
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