Strasburgo (eu24news) – L’Unione Europea rafforza le difese del proprio settore siderurgico. Con una votazione che ha registrato un’ampia maggioranza, le istituzioni comunitarie hanno approvato un nuovo pacchetto di misure per tutelare i produttori europei di acciaio dalla pressione crescente delle importazioni a basso costo, frutto di una sovrapproduzione globale che da anni destabilizza il mercato continentale.
Il cuore del provvedimento riguarda le quote di importazione: il volume annuo di acciaio straniero ammesso nell’UE senza dazi scende a 18,3 milioni di tonnellate, con un taglio del 47% rispetto ai livelli del 2024. Per le importazioni che superano questa soglia, o che riguardano prodotti non coperti dalla quota, entra in vigore un dazio doganale del 50%, il doppio rispetto all’attuale aliquota del 25%.
Il provvedimento nasce dalla necessità di sostituire le misure di salvaguardia globali sull’acciaio in vigore dal 2018, che scadranno il 30 giugno di quest’anno. L’industria siderurgica europea, considerata strategicamente rilevante anche per le capacità di difesa dell’Unione, ha perso circa 100.000 posti di lavoro dal 2008, subendo una pressione costante sui volumi e sui prezzi delle importazioni.
Una delle novità più significative riguarda la tracciabilità dei prodotti: il nuovo regolamento introduce il principio di “fusione e colata”, secondo cui l’origine dell’acciaio viene determinata dal luogo in cui il metallo viene inizialmente fuso e colato. Questo criterio serve a impedire che aziende extra-UE eludano le misure attraverso trasformazioni minime dell’acciaio effettuate in paesi terzi prima dell’esportazione verso il mercato europeo.
Rilevante anche la posizione dell’Ucraina: il testo prevede che le specifiche difficoltà del Paese, impegnato in un conflitto armato in corso, vengano tenute in considerazione nell’assegnazione delle quote, riconoscendone il ruolo di futuro Stato membro e partner strategico dell’Unione. Confermata invece la fine dell’esenzione per le bramme di acciaio di provenienza russa.
Il regolamento deve ora ottenere la formale approvazione del Consiglio dell’UE. Una volta completato l’iter, entrerà in vigore il 1° luglio 2026.


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