Ginevra (eu24news.eu) – Nessuna intesa sui dossier politici centrali. Al termine della trilaterale di Ginevra tra Ucraina, Stati Uniti e Russia, il presidente ucraino, Zelenskyj, ha parlato di assenza di accordo sui punti chiave confermando la distanza tra le parti su territori occupati, garanzie di sicurezza e gestione della centrale nucleare di Zaporizhzhia. Secondo quanto riferito da Kiev i colloqui hanno registrato scambi tecnici su possibili meccanismi di monitoraggio di un eventuale cessate il fuoco, ma nessun progresso sostanziale sul quadro politico complessivo. Restano irrisolti i nodi relativi all’integrità territoriale ucraina e alle condizioni per una soluzione negoziata stabile.

In un suo post su X, Zelenskyj, ha richiamato esplicitamente il ruolo dell’Europa sottolineando che un accordo duraturo non può prescindere dal coinvolgimento della Unione europea. Un riferimento che assume rilievo politico in una fase in cui Bruxelles continua a sostenere Kiev attraverso assistenza macrofinanziaria, forniture militari e nuovi pacchetti di sanzioni contro Mosca. Per l’Unione, infatti, il dossier ucraino resta centrale non solo sul piano della politica estera ma anche in termini di sicurezza continentale e di credibilità strategica. L’eventuale definizione di garanzie multilaterali, così come la ricostruzione post-bellica, richiederanno un impegno diretto europeo, sia finanziario sia politico.

L’esito interlocutorio di Ginevra conferma, quindi, una fase di stallo negoziale: dialogo aperto, ma nessuna convergenza sui principi fondamentali. Il baricentro resta ora sulla capacità dell’asse transatlantico e dell’UE di mantenere coesione e pressione diplomatica, in vista di eventuali nuovi round che, come affermato dal presidente ucraino dovrebbero tenersi quanto prima e nuovamente in Svizzera.


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