Bruxelles (eu24news.eu) – Il Medio Oriente torna al centro dell’agenda europea. I ministri degli Esteri dell’Unione si riuniscono, oggi, a Bruxelles per il Consiglio Affari Esteri chiamato ad affrontare una fase di forte instabilità regionale che intreccia sicurezza energetica, tensioni geopolitiche e protezione delle rotte commerciali strategiche. Tra i temi principali del vertice figurano la situazione nello Stretto di Hormuz, il conflitto in Ucraina, il futuro dei Balcani occidentali e l’evoluzione dello scenario siriano, con il primo dialogo politico avviato in queste ore tra Unione europea e governo di transizione di Damasco.
Al Consiglio partecipa anche il vicepremier e ministro degli Esteri italiano Antonio Tajani che, secondo la Farnesina, ribadirà la necessità di rafforzare il coordinamento europeo sulla sicurezza marittima e la tutela delle infrastrutture energetiche e commerciali nel Mediterraneo. Tajani potrebbe, sempre secondo fonti interne alla Farnesina, chiedere una maggiore attenzione europea verso la stabilizzazione del Mediterraneo e dei Balcani occidentali, considerati da Roma aree strategiche per la sicurezza dell’Unione. L’Italia punta infatti a rafforzare il proprio ruolo diplomatico nei dossier legati a migrazioni, energia e cooperazione regionale. Nelle ultime settimane il ministro ha più volte sottolineato la necessità di una politica estera europea più compatta e meno dipendente dagli equilibri internazionali tra Stati Uniti, Russia e Cina, rilanciando il tema dell’autonomia strategica europea soprattutto sul piano energetico e della sicurezza.
Particolare attenzione sarà dedicata alla missione navale europea ASPIDES, l’operazione lanciata dall’UE per proteggere il traffico commerciale nel Mar Rosso dagli attacchi alle navi mercantili. Bruxelles valuta un rafforzamento del dispositivo europeo alla luce delle nuove tensioni regionali e dei rischi per gli approvvigionamenti energetici. Lo Stretto di Hormuz rappresenta, infatti, uno dei principali snodi energetici mondiali: attraverso questo passaggio transita una quota significativa del petrolio e del gas destinati ai mercati internazionali. Un eventuale aggravamento della crisi potrebbe avere conseguenze dirette sui prezzi energetici e sulla stabilità economica europea.
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