Roma (eu24news) – La situazione degli italiani rimasti bloccati alle Maldive nelle ultime settimane ha richiesto un intervento straordinario dell’Unità di crisi della Farnesina, che ha organizzato un volo charter dedicato per consentire il rientro dei connazionali rimasti senza collegamenti aerei. La capitale Malè è diventata il punto di raccolta di decine di viaggiatori che, tra cancellazioni improvvise, spese aggiuntive e incertezza crescente, hanno atteso una soluzione coordinata dalle autorità italiane.

A seguire da vicino l’evoluzione dell’emergenza è stata Giorgia Marazzi, console onoraria d’Italia alle Maldive, che da giorni lavora in contatto costante con il ministero degli Esteri. Marazzi sottolinea come, pur non trovandosi in una zona direttamente coinvolta dal conflitto in Medio Oriente esploso il 28 febbraio, la pressione sugli spostamenti e la chiusura di numerosi collegamenti internazionali abbiano creato una situazione assimilabile a un’evacuazione. Molti turisti hanno prolungato la permanenza oltre il previsto, trovandosi improvvisamente senza voli disponibili e con costi imprevisti da sostenere.

Tra le priorità gestite dalla rappresentanza italiana figurano i bambini, gli anziani e le persone con fragilità, per i quali è stato necessario predisporre assistenza dedicata e garantire un imbarco prioritario. La console ha coordinato l’accoglienza, la raccolta delle informazioni e il supporto logistico, cercando di mantenere un contatto diretto con le famiglie e con chi si trovava in maggiore difficoltà. La collaborazione con la Farnesina ha permesso di attivare rapidamente il charter, unica soluzione praticabile per riportare a casa i connazionali in tempi certi.

Il volo speciale rappresenta l’epilogo di giorni complessi, segnati da incertezze e timori, ma anche dalla capacità delle istituzioni italiane di intervenire in contesti critici all’estero. Per molti viaggiatori il rientro non è stato soltanto la fine di una vacanza interrotta, ma la conclusione di un’esperienza che ha messo alla prova la loro sicurezza e la loro serenità. L’azione coordinata tra la rete consolare e l’Unità di crisi ha permesso di riportare ordine in una situazione resa instabile dagli effetti indiretti del conflitto in corso, offrendo una via d’uscita a chi era rimasto senza alternative.


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