Strasburgo (eu24news) – La Commissione per le Libertà civili, la giustizia e gli affari interni (LIBE) del Parlamento europeo ha approvato una riforma organica delle norme che regolano i rimpatri dei cittadini di Paesi terzi senza titolo di soggiorno nell’Unione. Il pacchetto, che rappresenta uno dei capitoli più delicati della politica migratoria europea, punta a rendere più rapide ed efficaci le procedure, rafforzando al tempo stesso la cooperazione con i Paesi di origine.

Secondo il testo adottato, gli Stati membri dovranno applicare criteri più uniformi per l’emissione delle decisioni di rimpatrio, riducendo le differenze tra le legislazioni nazionali che negli ultimi anni hanno rallentato l’esecuzione delle misure. La riforma introduce inoltre strumenti per migliorare lo scambio di informazioni tra le autorità competenti e per aumentare il ricorso a procedure accelerate nei casi in cui non sussistano motivi per la permanenza sul territorio europeo.

Un altro elemento centrale riguarda il rafforzamento dei meccanismi di cooperazione con i Paesi terzi, considerati essenziali per garantire l’effettività dei rimpatri. La Commissione LIBE sottolinea che il nuovo quadro normativo dovrà essere accompagnato da accordi più solidi in materia di riammissione e da un uso più strategico degli strumenti diplomatici e commerciali dell’UE.

Il testo approvato sarà ora sottoposto al voto della plenaria del Parlamento europeo. Se confermato, costituirà uno dei tasselli principali del nuovo approccio europeo alla gestione dei flussi migratori, con l’obiettivo dichiarato di coniugare efficienza amministrativa, certezza del diritto e rispetto degli standard internazionali in materia di diritti fondamentali.S


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