Israele ha attaccato diversi siti nucleari in Iran

(eu24news) – Nella notte di giovedì, Israele ha attaccato l’Iran, bombardando soprattutto siti legati ai programmi nucleare e missilistici iraniani. L’entità dei danni causati dai bombardamenti israeliani non è ancora chiara. Durante gli attacchi, sono stati anche compiuti alcuni omicidi di personalità apicali della catena di comando militare iraniana, come il capo dell’esercito e quello delle Guardie Rivoluzionarie, di fatto la forza militare più importante di tutto il paese.

Tra le uccisioni ordinate da Israele, vi è stata anche quella di diversi scienziati operanti nell’ambito della ricerca nucleare. Allo stesso tempo, i bombardamenti hanno interessato siti strategicamente importanti per l’Iran come, per esempio, quello di Natanz, uno dei principali centri di arricchimento dell’uranio, in cui il carburante generato può essere utilizzato per la creazione di bombe nucleari.

Fino ad ora, nonostante i numerosi attacchi verso strutture nucleari nel paese, l’Agenzia internazionale per l’energia atomica, un organismo dell’ONU che vigila sulla sicurezza mondiale nel campo del nucleare, ha confermato l’assenza di aumenti di radiazioni nella zona circostante i luoghi colpiti.

La risposta dell’Iran non si è fatta attendere: diverse decine di droni sono stati lanciati contro Israele in una prima rappresaglia nelle ore immediatamente successive all’attacco. Non sarà l’unica azione ritorsiva da parte della Repubblica Islamica: l’Ayatollah Khamenei ha promesso, commentando gli attacchi sui social in un messaggio scritto in ebraico, che l’Iran risponderà duramente.

Israele ha disposto lo stato di emergenza: mentre scuole e attività commerciali verranno chiuse, messaggi istituzionali provenienti dalle autorità locali invitano la popolazione a rimanere chiusa dentro casa. Anche il Pride di Tel Aviv, uno dei più noti del mondo, non verrà effettuato.

In ambito diplomatico, l’Iran ha fatto sapere che si ritirerà dai negoziati con gli Stati Uniti sul proprio programma nucleare, attesi per questa domenica in Oman. Questo incontro avrebbe potuto diventare un concreto passo avanti in un negoziato che fin dall’inizio, circa un mese e mezzo fa, aveva portato pochi risultati circa la limitazione del programma nucleare iraniano.


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