Roma (eu24news) – Nel 2024, i Paesi dell’Unione Europea hanno investito complessivamente 315 miliardi di euro nella difesa, segnando un’accelerazione storica nella riconversione industriale del continente. A trainare questa impennata sono due fattori chiave: la crescente instabilità geopolitica in Medio Oriente e il disimpegno strategico degli Stati Uniti sotto la presidenza Trump.
Secondo quanto riportato da Milano Finanza, la Germania guida la classifica con oltre 90 miliardi di euro, seguita da Francia e Italia, quest’ultima con una spesa di circa 32 miliardi (pari all’1,5% del PIL). Ma è la Polonia a sorprendere, destinando il 4,2% del proprio PIL alla difesa, seguita da Estonia, Lituania e Grecia, tutte sopra il 3%.
Il nuovo scenario globale, segnato da tensioni tra Israele e Iran e da un’Europa sempre più autonoma sul piano militare, ha spinto Bruxelles a rivedere le priorità strategiche. Il cosiddetto “New War Deal” sembra ormai aver preso il posto del Green Deal, con una spinta senza precedenti verso l’industria bellica e la sicurezza collettiva.
Il prossimo vertice NATO all’Aja, previsto per il 25 giugno, potrebbe sancire un nuovo obiettivo: portare al 5% del PIL la spesa militare dei Paesi membri. Un traguardo ambizioso, che rischia però di scontrarsi con i vincoli di bilancio interni, soprattutto per economie come quella italiana.
L’Europa, insomma, si prepara a un futuro in cui la difesa comune non sarà più solo un’aspirazione, ma una necessità concreta.
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