Parigi (eu24news.eu) – La guerra in Iran, il rischio di nuove tensioni sui mercati energetici e la crescente frammentazione della economia globale riportano il tema della cooperazione internazionale al centro del confronto tra le grandi economie mondiali. È questo il messaggio emerso dal G7 dei ministri delle Finanze e dei governatori delle banche centrali riuniti il 18 e 19 maggio a Parigi sotto presidenza francese. Un incontro che ha rappresentato una tappa cruciale in vista del vertice dei leader del G7, previsto a giugno sempre in Francia. Sul tavolo ci saranno soprattutto crisi energetica, guerra in Iran, sostegno all’Ucraina e futuro della economia globale, con la partecipazione attesa anche dei vertici della Commissione europea e del Consiglio europeo. Il confronto di Parigi si è svolto in un contesto segnato da forte instabilità geopolitica, volatilità dei mercati e crescenti timori per le conseguenze economiche della crisi in Medio Oriente.
Ai lavori hanno partecipato, oltre ai Paesi del G7, anche partner internazionali come Brasile, India, Kenya e Corea del Sud, insieme ai vertici di Fondo monetario internazionale, Banca mondiale, Ocse, International Energy Agency e Financial Stability Board. Presente anche il ministro delle Finanze ucraino Sergii Marchenko. A rappresentare l’area euro è stato il presidente dell’Eurogruppo Kyriakos Pierrakakis, che al termine dei lavori ha sottolineato la necessità di mantenere un approccio multilaterale per affrontare le attuali crisi economiche ed energetiche.
Il nodo principale resta l’impatto macroeconomico della guerra in Iran e delle tensioni nello Stretto di Hormuz, uno dei principali corridoi mondiali per il trasporto di petrolio e gas. Le preoccupazioni riguardano soprattutto il possibile aumento dei prezzi energetici, il ritorno delle pressioni inflazionistiche e gli effetti sui mercati finanziari internazionali.
Nel corso del G7 di Parigi, il ministro dell’Economia italiano, Giancarlo Giorgetti, ha chiesto all’Unione europea maggiore flessibilità sulle regole di bilancio per affrontare l’emergenza legata ai rincari energetici. L’Italia punta infatti ad estendere anche al settore energia la clausola di salvaguardia già prevista per le spese sulla difesa, sostenendo la necessità di strumenti straordinari in una fase segnata da forte instabilità geopolitica e pressione sui prezzi. Giorgetti ha spiegato che il confronto con Bruxelles continua e che sono allo studio diverse soluzioni per sostenere economia, famiglie e imprese senza compromettere gli equilibri della finanza pubblica.
Sul tavolo anche il tema della dipendenza globale dalle materie prime critiche e dalle forniture cinesi. I Paesi del G7 stanno infatti valutando nuove strategie comuni per diversificare le supply chain nei settori legati a energia, semiconduttori, tecnologie avanzate e difesa industriale. Un altro fronte delicato riguarda il sostegno all’Ucraina e il mantenimento delle sanzioni economiche contro la Russia. All’interno del G7 restano però differenze di approccio, soprattutto sulle deroghe energetiche e sulla gestione delle conseguenze economiche del conflitto. Nel dibattito è emersa anche una preoccupazione più ampia: il rischio di una progressiva frammentazione della economia globale. Francia, Germania e Commissione europea hanno ribadito la necessità di difendere commercio internazionale, cooperazione economica e stabilità finanziaria in una fase segnata da crescenti tensioni geopolitiche e protezionismo economico.
Per l’Europa il vertice di Parigi conferma una linea sempre più evidente: rafforzare la propria autonomia strategica europea senza rinunciare alla cooperazione multilaterale. Una posizione che Bruxelles considera essenziale per affrontare contemporaneamente sicurezza energetica, competitività industriale e stabilità economica.
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