Bruxelles (eu24news) – “Sul Quadro finanziario pluriennale per il periodo successivo al 2027, ieri abbiamo assistito ad una vera presa in giro: un Collegio allo sbando si è presentato in Parlamento senza proposte legislative, senza numeri chiari, con solo una presentazione Power Point. Viene fuori un’Europa formato bancomat, che foraggia i governi nazionali nel loro procedere in ordine sparso e cambiare in corso d’opera priorità, beneficiari e modalità di erogazione delle risorse. Inaccettabile il finanziamento del riarmo degli eserciti nazionali tagliando altre politiche che per noi devono restare prioritarie come la PAC e la politica di coesione”. Così gli eurodeputati e le eurodeputate di Alleanza Verdi e Sinistra.

“Il forte rischio – proseguono – è quello di un’Europa dove si nazionalizzano le priorità di spesa e si consente un’eccessiva flessibilità. L’Ue invece dovrebbe fare quello che le è proprio, ossia contribuire con un budget sovranazionale alla coesione economica, sociale e territoriale dell’Unione, investendo in priorità comuni secondo regole comuni. Un budget europeo dovrebbe insistere su obiettivi condivisi come clima e biodiversità, spese per il sociale e riduzione delle disuguaglianze tra Paesi e regioni, salute pubblica, ricerca e innovazione, decarbonizzazione e rilancio delle industrie, agricoltura sostenibile e supporto alle PMI, alle lavoratrici e ai lavoratori”.

“La Commissione usa la semplificazione come scusa per rendere la gestione del budget europeo meno trasparente, meno democratica, meno comunitaria. Siamo molto preoccupati per il fatto che il Fondo Social Plus non sia stato salvaguardato, la nostra battaglia è preservarne missione e obiettivi, ma soprattutto rafforzarlo in termini di risorse tenendo presente che un unico fondo non può sopperire al bisogno di investimenti massicci per rilanciare il modello sociale europeo. Forti priorità sociali devono essere presenti in tutti gli ambiti del budget europeo. Così, invece di accelerare sull’Unione politica in un momento di grave crisi, si fa un passo indietro, riprendendo peraltro il sentiero dell’austerità”, concludono.


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