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Bruxelles (eu24news) – L’Unione Europea ha rispedito al mittente la proposta russa di nominare l’ex cancelliere tedesco Gerhard Schroeder come mediatore nei negoziati per la pace in Ucraina. La posizione europea è netta: Mosca non può scegliere i negoziatori, e Putin viene considerato inaffidabile. L’Alto Rappresentante per la politica estera Kaja Kallas ha definito Schroeder senza mezzi termini “un lobbista russo”, chiudendo ogni margine di discussione durante il Consiglio dei ministri degli Esteri UE.
Tra i 27 Stati membri cresce la convinzione che Putin sia oggi più debole rispetto al passato, sia sul piano interno, con un crescente malcontento nella società russa, sia sul fronte militare, dove l’avanzata delle forze russe si è arenata e l’esercito ucraino sta riconquistando porzioni di territorio. Con l’avvicinarsi dell’estate, le condizioni geografiche renderanno più agevole la difesa ucraina.
Il ministro degli Esteri italiano Antonio Tajani ha ribadito che l’obiettivo prioritario resta verificare se la Russia voglia davvero la pace. Il nome di un negoziatore “prestigioso”, come quello proposto dalla sponda europea, potrebbe avere un peso, ma solo se ci fossero reali condizioni per un negoziato. Al momento, secondo Bruxelles, tali condizioni non esistono. Quando si apriranno, sarà il presidente del Consiglio europeo Antonio Costa e la presidente della Commissione Ursula von der Leyen a trattare direttamente con Putin.
Il ministro degli Esteri ucraino Andrii Sibiha, ospite del summit di Bruxelles, ha sottolineato che l’Europa non deve essere esclusa dal tavolo delle trattative e che potrebbe svolgere un ruolo attivo nel processo di pace. Nel frattempo, il Cremlino continua a utilizzare la disinformazione, rilancia il nome di Schroeder e minimizza la risposta europea. Il portavoce Dmitri Peskov ha affermato che nell’UE sarebbero in corso discussioni sulla candidatura dell’ex cancelliere, cosa smentita da Bruxelles.
Sul fronte delle sanzioni, l’UE ha approvato un nuovo pacchetto di misure contro 16 persone e 7 enti russi ritenuti responsabili del rapimento di minori ucraini, mentre prende forma la prima tranche del prestito da 90 miliardi di euro a sostegno di Kiev. Anche la possibile visita dell’inviato di Trump, Steve Witkoff, è stata ridimensionata da Mosca, che continua a temporeggiare senza rinunciare ai propri obiettivi originari.


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