Bruxelles (eu24news) – Dopo mesi di stallo e veti incrociati, i ministri degli Esteri dei 27 Paesi dell’Unione Europea hanno dato il via libera alle sanzioni nei confronti dei coloni israeliani responsabili di violenze contro i palestinesi in Cisgiordania. Si tratta della prima misura concreta adottata dall’UE nei confronti di Israele dall’inizio del conflitto a Gaza, e arriva dopo una svolta decisiva: l’uscita di scena di Viktor Orbán dalla politica ungherese. Il nuovo governo di Budapest, guidato da Péter Magyar, ha tolto il veto che per mesi aveva bloccato qualsiasi decisione.
Le sanzioni approvate prevedono il divieto di ingresso nell’Unione Europea e il congelamento dei beni. Nel mirino ci sono quattro organizzazioni israeliane, tre individui e dieci persone legate ad Hamas. L’accordo raggiunto è di natura politica e dovrà essere formalizzato dagli ambasciatori dei Ventisette presso le istituzioni europee.
La reazione di Israele non si è fatta attendere. Il ministro degli Esteri israeliano Gideon Sa’ar ha attaccato duramente la decisione, definendola arbitraria e priva di fondamento, e ha criticato aspramente il parallelo tra cittadini israeliani e terroristi di Hamas, che considera moralmente distorto. Israele ha ribadito di difendere da sempre il diritto del popolo ebraico a vivere nella propria terra.
Sul fronte europeo, la Germania si è detta contraria, sostenendo che le sanzioni potrebbero generare instabilità. Il ministro degli Esteri italiano Antonio Tajani ha mantenuto una posizione attendista, spiegando che si attende una proposta formale dalla Commissione europea, dopodiché si valuterà se sarà necessaria l’unanimità o una maggioranza qualificata. Tajani ha anche condannato le violenze contro i cristiani in Libano, Israele e Cisgiordania, definendole eccessive e inaccettabili.
Resta aperto il confronto sulla proposta franco-svedese di limitare il commercio dei prodotti provenienti dagli insediamenti israeliani illegali in Cisgiordania. Francia e Svezia hanno presentato un documento congiunto chiedendo alla Commissione di valutare con urgenza l’introduzione di dazi su tali prodotti e restrizioni all’importazione tramite licenze di vendita. La proposta iniziale dell’Alto Rappresentante Kaja Kallas includeva anche sanzioni per i ministri estremisti del governo israeliano, ma quei nomi sono stati eliminati per permettere il raggiungimento di una prima intesa.
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