Alla luce della guerra in Ucraina e dei cambiamenti geopolitici globali, l’UE ha lanciato nuove strategie per potenziare le proprie capacità militari, aumentare gli investimenti nella difesa e accelerare la produzione di armamenti. Con il piano “ReArm Europe” e nuove iniziative legislative, Bruxelles punta a costruire un’industria della difesa forte, autonoma e competitiva, rispondendo alla crescente richiesta dei cittadini europei di maggiore protezione. Scopri tutte le novità sulla difesa europea nel 2025.
Bruxelles (eu24news) – L’Unione Europea sta vivendo una trasformazione strategica senza precedenti in materia di sicurezza e difesa. Sotto la spinta delle tensioni globali, in particolare del conflitto in corso tra Russia e Ucraina e del cambiamento di rotta nella politica estera degli Stati Uniti, l’UE ha deciso di rafforzare in modo deciso le proprie capacità militari e di cooperazione interna.
Secondo un recente sondaggio Eurobarometro, due cittadini europei su tre (66%) auspicano un ruolo più incisivo dell’UE nella gestione delle crisi globali, mentre per il 36% la sicurezza è oggi la massima priorità. Una risposta a questa crescente richiesta arriva dal piano “ReArm Europe/Readiness 2030”, annunciato dalla Commissione europea a marzo. Il piano propone incentivi fiscali per aumentare la spesa militare fino all’1,5% del PIL senza penalità per deficit e prevede prestiti comuni fino a 150 miliardi di euro, con l’obiettivo di mobilitare risorse per 800 miliardi.
Parallelamente, la spesa militare nei paesi dell’UE ha già registrato un’impennata del 30% tra il 2021 e il 2024, raggiungendo i 326 miliardi di euro, pari all’1,9% del PIL. Il Parlamento europeo ha accolto con favore questo cambio di passo, chiedendo strumenti finanziari innovativi per sostenere gli investimenti militari e per supportare ulteriormente l’Ucraina.
Un altro fronte prioritario è la produzione di armamenti. Già nel 2023, con l’adozione del cosiddetto “atto a sostegno della produzione di munizioni”, l’UE ha stanziato 500 milioni di euro per potenziare la capacità industriale in questo settore. A seguire, l’EDIRPA – uno strumento legislativo per incentivare gli appalti congiunti tra almeno tre Stati membri – ha messo a disposizione 300 milioni di euro fino al 2025 per colmare le lacune critiche di equipaggiamento.
Nel 2024 è arrivata una nuova proposta di programma industriale per la difesa europea, con un budget di 1,5 miliardi di euro da destinare tra il 2025 e il 2027 per sostenere la produzione e l’innovazione nel settore.
Questi sforzi si inseriscono in un contesto più ampio di cooperazione militare europea avviata già dal 2017 con la PESCO, che oggi conta 26 paesi partecipanti, e con il Fondo europeo per la difesa (EDF), finanziato con 7,9 miliardi di euro nel bilancio 2021-2027. L’UE collabora inoltre con la NATO su sicurezza informatica, antiterrorismo ed esercitazioni congiunte.
“La sicurezza è libertà”, ha dichiarato Roberta Metsola, presidente del Parlamento europeo. “L’Europa deve essere pronta e capace di difendere sé stessa, con coesione, lungimiranza e determinazione.”
Con queste iniziative, l’Unione Europea si candida a diventare un attore autonomo e credibile sulla scena globale della difesa, riducendo la dipendenza da alleati esterni e costruendo una base industriale forte e integrata.
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