Bruxelles (eu24news.eu) – Nuovo capitolo nella strategia commerciale degli Stati Uniti. Da domani, 24 febbraio, scatterà lo stop alla riscossione dei dazi dichiarati illegali dalla Corte Suprema americana, ma contestualmente entreranno in vigore nuove tariffe globali del 15% annunciate dall’amministrazione di Donald Trump. L’interruzione, anticipata dalla US Customs and Border Protection, sarà effettiva dalle 00:01 locali. La sospensione riguarda le misure annullate dalla Corte Suprema venerdì scorso, ma la Casa Bianca ha scelto di mantenere il quadro tariffario attraverso una diversa base giuridica.

Secondo il rappresentante per il Commercio degli Stati Uniti l’obiettivo è evitare incertezze sui mercati e scongiurare l’ipotesi di rimborsi alle aziende esportatrici straniere. In sostanza, cambia il fondamento legale, ma non l’impostazione politica: le tariffe restano uno strumento centrale della politica economica americana. Sul piano istituzionale, Trump ha rivendicato un rafforzamento dei propri poteri. In un messaggio pubblicato su Truth, il presidente ha sostenuto che la decisione della Corte Suprema, pur limitando alcune misure, avrebbe di fatto riaffermato l’ampiezza delle prerogative presidenziali in materia commerciale, senza necessità di un nuovo passaggio al Congresso. Il capo della Casa Bianca ha inoltre lanciato un avvertimento ai partner commerciali: i Paesi che tenteranno di fare giochetti sfruttando la sentenza potrebbero trovarsi di fronte a dazi ancora più elevati.

La reazione più attesa è quella di Pechino. La Cina ha chiesto a Washington di revocare le nuove misure definite “unilaterali”, sottolineando che non ci sono vincitori in una guerra commerciale. Dopo mesi di tensioni seguite al ritorno di Trump alla Casa Bianca nel gennaio 2025, Washington e Pechino avevano concordato una tregua in autunno. Le nuove tariffe riaprono ora uno scenario di incertezza per il commercio globale. Le ricadute si fanno sentire anche in Europa. A Bruxelles, il Parlamento europeo ha deciso di rinviare il voto sull’intesa commerciale transatlantica. Il relatore dell’Eurocamera, Bernd Lange, ha spiegato che le basi giuridiche delle nuove tariffe risultano differenti rispetto al quadro precedente e che permangono elementi di incertezza. Un eventuale voto potrebbe slittare all’11 marzo. La vicenda riporta al centro il tema dell’autonomia strategica europea e della stabilità delle regole multilaterali del commercio internazionale, in una fase in cui le politiche tariffarie statunitensi continuano a incidere sugli equilibri economici globali.


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