Bruxelles (eu24news) – L’Unione europea continua a rallentare sulle politiche di riduzione delle emissioni di gas serra, mentre gli effetti dei cambiamenti climatici si intensificano. Secondo uno studio condotto dall’Università di Mannheim e dalla Banca centrale europea, l’estate 2025 ha causato perdite economiche per 43 miliardi di euro, cifra che potrebbe salire a 126 miliardi entro il 2029.

L’Italia figura tra i Paesi più colpiti, con danni stimati in 11,9 miliardi di euro nel 2025 e una previsione di 34,2 miliardi entro il 2029. Solo la Lombardia, a causa delle inondazioni, ha registrato perdite per 2,5 miliardi, con una proiezione di 7,6 miliardi nei prossimi quattro anni. La Spagna ha subito il danno più elevato in rapporto alla propria ricchezza, con 12,2 miliardi di euro nel 2025. La Francia segue con 10,1 miliardi.
Nel frattempo, la Commissione europea ha proposto un obiettivo di riduzione del 90% delle emissioni di CO2 entro il 2040, ma la discussione è stata rinviata al vertice di ottobre. Questo ritardo compromette la presentazione del piano europeo sul clima per il 2035, fondamentale in vista della Cop30 di Belém.
Il Green Deal europeo prevede già una riduzione del 55% delle emissioni entro il 2030 e la neutralità climatica entro il 2050. Tuttavia, il nuovo target offre ai governi opzioni di flessibilità, tra cui l’uso di crediti di compensazione internazionale a partire dal 2036. Alcuni Paesi, come Slovacchia e Ungheria, temono che obiettivi troppo ambiziosi possano danneggiare le loro industrie.

Il dibattito resta aperto, mentre gli eventi climatici estremi continuano a generare costi crescenti per l’economia europea.


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