Bruxelles (eu24news.eu)  – Sabato prossimo sarà una giornata che segnerà una svolta cruciale per il panorama digitale europeo: entrano in vigore nuove disposizioni dell’AI Act, il regolamento UE sull’intelligenza artificiale. Le norme riguardano in particolare i modelli general purpose (GPAI), i sistemi ad alto rischio, la governance e le sanzioni. Tra gli obblighi spiccano la documentazione tecnica, la sintesi dei dati di addestramento, misure di conformità al copyright e valutazioni di impatto per i modelli ad alto rischio. Le aziende dovranno adeguarsi a un quadro normativo molto più stringente, con sanzioni che possono arrivare fino a 35 milioni di euro o al 7% del fatturato globale annuale in caso di violazioni gravi.

Modelli GPAI e sistemi ad alto rischio: chi è coinvolto

Questa tappa segna l’avvio dei requisiti pratici definiti nel Capitolo V del regolamento, riservati ai modelli GPAI; la Commissione europea ha pubblicato linee guida specifiche lo scorso 18 luglio, seguite da un modulo obbligatorio per la disclosure dei dati di training che stabilisce il formato con cui devono essere resi pubblici i contenuti utilizzati per addestrare tali modelli.

Sanzioni in caso di non conformità

Da sabato prossimo, dunque, gli sviluppatori, i distributori e gli utilizzatori di modelli generalistar (GPAI) avranno l’obbligo di rendere trasparenti le fonti dei dati utilizzati, indicare l’uso di scraping dalle risorse online e aggiornare tali informazioni almeno ogni sei mesi. In caso contrario, si rischiano multe fino a 15 milioni di euro o al 3% del fatturato globale, a seconda di quale sia il valore più elevato.

Se i modelli sono considerati ad alto rischio o potenziale rischio sistemico, gli obblighi aumentano: è richiesta una valutazione del rischio, test di robustezza, segnalazione degli incidenti gravi alla Commissione e misure di sicurezza informatica. In questi casi, le sanzioni previste possono arrivare fino a 35 milioni o al 7% del fatturato mondiale.

La decisione di non concedere ulteriori proroghe ha provocato reazioni da parte di aziende tecnologiche, anche europee, che hanno chiesto un rinvio. Tuttavia, il regolatore ha confermato che le linee guida necessarie saranno pubblicate prima della scadenza, e i tempi non sono stati modificati.

Impatto sulle imprese europee e sulla filiera tecnologica

L’Europa vuole diventare il primo spazio normativo controllato per l’AI. L’obiettivo è imporre un livello di accountability e trasparenza che non può essere ignorato da nessun attore del mercato: né chi sviluppa, né chi distribuisce, né chi utilizza modelli generativi AI.

La regolamentazione impatta quindi tutte le imprese che integrano AI: dalle banche alle assicurazioni, dalle piattaforme digitali alla Pubblica Amministrazione. Chi utilizza sistemi GPAI deve verificare la conformità dei fornitori, aggiornare contratti, predisporre documentazione tecnica conforme, definire ruoli e responsabilità all’interno dell’azienda.

L’AI Act rappresenta una rottura netta con l’era priva di regole. Con l’entrata in vigore del nuovo regime, l’Europa non si limita a fissare principi astratti: impone obblighi operativi dettagliati, sanzioni significative e una struttura di controllo capillare. La sfida per le imprese è alta, ma il messaggio è chiaro: innovare sotto regole certe è l’unico modo per restare competitivi nell’Europa del 2025.


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