Roma (eu24news.eu) – A Copenaghen si prepara un confronto decisivo per il futuro dell’agricoltura europea. Dal 7 al 9 settembre i ministri agricoli dell’Ue, riuniti in un Consiglio informale sotto la presidenza danese, discuteranno di innovazione, transizione verde e competitività. Un incontro che, a differenza di altre edizioni più tecniche, assume questa volta un valore politico strategico, in un contesto segnato da guerre ai confini, instabilità dei mercati e crisi climatiche sempre più frequenti.

Il documento che verrà discusso fotografa un settore sotto pressione: filiere esposte a tensioni commerciali, eventi meteorologici estremi che diventano la normalità e comunità rurali sempre più svuotate. Bruxelles punta a semplificare la Pac (Politica agricola comune, principale strumento dell’Ue sostenere redditi agricoli, garantire sicurezza alimentare e favorire pratiche sostenibili),  riducendo la burocrazia e sostenendo soluzioni bio-based in grado di coniugare produttività e sostenibilità ambientale. La linea è chiara: la transizione ecologica può funzionare solo se gli agricoltori diventano partner centrali, in grado di fornire servizi ecosistemici e ricevere in cambio un reddito equo.

Accanto all’innovazione, il vertice metterà in luce un nodo cruciale: il ricambio generazionale. Oggi l’età media degli agricoltori è di 57 anni, mentre i giovani sotto i 40 sono scesi dal 28% nel 2010 a poco più del 12%. Un’emorragia che rischia di lasciare le campagne senza eredi. La Commissione europea presenterà il 15 ottobre una strategia per affrontare i principali ostacoli: accesso alla terra, al credito, alle competenze e ai servizi nelle aree rurali.

Sul fronte esterno, intanto, il mondo agricolo europeo è agitato dal nuovo accordo commerciale tra Ue e Stati Uniti. La dichiarazione congiunta di fine agosto ha, infatti, garantito a Washington un accesso facilitato al mercato europeo per prodotti come latticini, carne e derivati agricoli, senza offrire reali vantaggi in cambio alle esportazioni Ue. Dura la reazione del Copa-Cogeca, che accusa Bruxelles di sacrificare l’agricoltura a favore di altri settori industriali. Il rischio è che le aziende europee, già penalizzate da costi crescenti, debbano competere con partner statunitensi avvantaggiati da regole meno stringenti e prezzi più bassi.

A rendere il quadro ancora più complesso c’è il dibattito sulla riforma della Pac post-2027. Il commissario europeo Hansen promette una politica agricola più semplice, giusta e orientata ai risultati, con un budget di 300 miliardi di euro per sostenere redditi e pratiche ambientali. Ma non mancano le critiche e la discussione resta aperta. Il vertice di Copenaghen diventa, dunque, una prova di maturità per l’Europa agricola. L’Unione è chiamata a dimostrare di saper tenere insieme sostenibilità, competitività e sicurezza alimentare, evitando che gli agricoltori diventino vittime collaterali di scelte geopolitiche. In gioco non c’è solo il futuro della politica agricola comune, ma anche la capacità dell’Europa di garantire coesione sociale e un ruolo strategico alle proprie campagne.


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