Bruxelles (eu24news) — La Federazione europea dell’acciaio, Federacciai UE, ha lanciato un chiaro allarme: è urgente l’introduzione di una clausola di salvaguardia per difendere il mercato dell’acciaio europeo da un’ondata di importazioni incontrollate provenienti da Paesi terzi, soprattutto nel settore a basse emissioni.

L’appello nasce dai crescenti timori che l’acciaio prodotto al di fuori dell’UE, spesso con standard ambientali inferiori e costi più bassi, stia minando la competitività delle aziende europee che investono nella decarbonizzazione della filiera. Il rischio è che gli sforzi per una produzione più sostenibile vengano vanificati da una concorrenza sleale che non rispetta gli stessi vincoli ecologici e normativi.

Federacciai chiede che l’Unione introduca misure temporanee ma efficaci per controllare i volumi d’ingresso e garantire condizioni eque per i produttori europei, evitando così una spirale di delocalizzazione e perdita di posti di lavoro in settori strategici.

L’istanza trova eco anche nel dibattito sul CBAM (Carbon Border Adjustment Mechanism), il meccanismo europeo di adeguamento del carbonio alla frontiera, ancora in fase di piena applicazione.

Secondo gli esperti, proteggere il segmento low-carbon è essenziale per raggiungere gli obiettivi del Green Deal senza sacrificare la base industriale europea.

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