Bruxelles (eu24news) – Con l’approvazione del mandato negoziale parziale da parte del Consiglio dell’Unione europea, la riforma del sistema doganale UE entra nel vivo. Il via libera, arrivato pochi giorni fa, segna un passo fondamentale verso un nuovo modello doganale europeo, pensato per affrontare le sfide del presente e del futuro: dall’e-commerce globale alla sicurezza dei consumatori, fino alla protezione del mercato unico.
Al centro della proposta la creazione di una Autorità doganale europea e di un portale unico digitale, l’EU Customs Data Hub, che diventerà lo snodo centrale per tutte le dichiarazioni doganali. Un’infrastruttura tecnologica che punta a semplificare le procedure, potenziare i controlli e armonizzare le regole tra i diversi Stati membri. Una svolta epocale che promette, soprattutto, di snellire i tempi di sdoganamento.
Un sistema più intelligente e integrato
La riforma introduce anche nuove modalità di collaborazione tra autorità nazionali e imprese, attraverso lo status di “Trust and Check Trader”: un riconoscimento riservato alle aziende più affidabili, che potranno accedere a procedure semplificate e sdoganamento diretto. Questo nuovo status andrà, alla fine, a superare l’attuale modello dell’AEO (Operatore Economico Autorizzato), con benefici concreti in termini di velocità, costi e trasparenza.
Come cambierà l’e-commerce.
L’aumento esponenziale degli acquisti online ha fatto emergere criticità legate alla tracciabilità delle merci e alla gestione dei piccoli pacchi provenienti da Paesi extra UE. La riforma affronta anche questa questione con l’introduzione di un “handling fee” per le spedizioni di basso valore, che servirà a coprire i costi di gestione doganale e a garantire controlli più efficaci su milioni di articoli che ogni giorno attraversano le frontiere europee.
Imprese più tutelate, controlli più efficaci
L’obiettivo dichiarato della riforma è duplice: da un lato, alleggerire il carico amministrativo per le imprese regolari, specie per le PMI, attraverso digitalizzazione e semplificazione; dall’altro, rafforzare le capacità di controllo dell’Unione su merci contraffatte, pericolose o non conformi. Le nuove misure mirano, infatti, a tutelare la salute pubblica, i diritti dei consumatori e la concorrenza leale nel mercato interno.
La futura Autorità doganale europea avrà un ruolo di coordinamento e gestione del rischio, senza sostituirsi alle autorità nazionali, ma operando come punto di riferimento per l’intero sistema. Il cuore della riforma resta comunque il Customs Data Hub, che nei prossimi anni diventerà obbligatorio per tutti gli operatori: inizialmente per l’e-commerce (tra il 2026 e il 2028), e poi progressivamente esteso a tutti entro il 2038.
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