Strasburgo 7 ott. – NOTA STAMPA – “Pochi minuti fa ho scritto alla Procura della Repubblica di Padova per segnalare quello che ritengo un fatto gravissimo: la presenza a Padova di una Camera arbitrale islamica che dichiara nella propria missione di affrontare arbitrati secondo i dettami islamici della Sharia. Quello che denunciamo da tempo non è più soltanto un rischio: oggi parliamo di fatti”.
Lo dichiara l’europarlamentare della Lega Anna Maria Cisint, annunciando di aver interessato la Procura di Padova sul caso della Camera arbitrale islamica.
“Parliamo di una realtà che dichiara di voler affrontare questioni familiari e commerciali facendo riferimento ai principi della Sharia. È gravissimo. Ripudio, spose bambine, poligamia e discriminazione della donna sono incompatibili con il nostro ordinamento e con i principi fondamentali della nostra democrazia. In Italia esiste una legge e deve valere per tutti”.
“Ho fatto il sindaco di una città dove abbiamo visto nascere persino il primo partito islamico, con l’obiettivo di entrare nelle amministrazioni. Da anni denunciamo il tentativo dell’islam politico di utilizzare gli strumenti della nostra democrazia per affermare progressivamente un modello sociale e giuridico incompatibile con il nostro. Per questo serve una risposta immediata e responsabile da parte di tutte le istituzioni. Anche la sinistra deve smettere di sottovalutare il fenomeno: davanti a episodi come quello di Padova non si può più far finta di non vedere”.
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