Bruxelles (eu24news.eu) – Nell’Unione europea una donna su tre ha subito nel corso della vita violenza fisica o sessuale, eppure, solo il 6,1% denuncia gli abusi commessi dal partner. È il quadro che emerge dal nuovo report pubblicato dall’Agenzia dell’Unione europea per i diritti fondamentali (FRA), realizzato insieme a Eurostat e all’Istituto europeo per l’uguaglianza di genere (EIGE), su un campione di 114 mila donne intervistate tra settembre 2020 e marzo 2024. A oltre dieci anni dalla prima indagine del 2014, il fenomeno resta strutturale e diffuso, nonostante i progressi normativi compiuti a livello europeo. Secondo i dati, circa il 33% delle intervistate ha subito violenza fisica e/o sessuale, una percentuale sostanzialmente stabile rispetto alla rilevazione precedente.
Il report evidenzia un elemento centrale: la violenza sessuale è sempre più legata all’assenza di un consenso libero e consapevole, piuttosto che all’uso esplicito della forza fisica. Le probabilità che uno stupro avvenga attraverso coercizione o incapacità di rifiutare risultano doppie rispetto ai casi in cui vi sia violenza fisica diretta. Il 32,9% delle donne intervistate ha, inoltre, subito violenze fisiche o sessuali durante l’infanzia. Chi ha vissuto traumi precoci presenta una probabilità da tre a quattro volte superiore di essere vittima di abusi anche in età adulta, confermando la dimensione intergenerazionale del fenomeno. Accanto alle aggressioni fisiche emergono forme meno visibili ma pervasive. Il 29,9% riferisce violenza psicologica da parte del partner – comportamenti controllanti, intimidazioni, umiliazioni – mentre la violenza economica, come il divieto di lavorare o la sottrazione del controllo sulle finanze, riguarda il 20,3 per cento del campione.
Cresce anche la dimensione digitale. L’8,5% dichiara di essere stata vittima di cyberstalking, il 7% di molestie online. Nel 10,2% dei casi il partner ha monitorato o tracciato gli spostamenti tramite telefono cellulare, segno di una violenza che si adatta agli strumenti tecnologici. Le conseguenze si riflettono su salute e lavoro: il 9,8% ha riportato lesioni fisiche, il 9,6% effetti psicologici. Sul piano normativo, l’UE ha adottato la Direttiva sulla lotta alla violenza contro le donne e alla violenza domestica e ha ratificato la Convenzione di Istanbul, trattato del Consiglio d’Europa che definisce standard giuridici per prevenzione e contrasto. Il report invita tuttavia a rafforzare i sistemi di denuncia, garantire accesso integrato ai servizi di supporto, criminalizzare la violenza sessuale sulla base dell’assenza di consenso, estendere la tutela a violenza economica e psicologica e potenziare la risposta agli abusi facilitati dalla tecnologia. La fotografia della FRA conferma che la violenza di genere resta, tuttavia, una questione strutturale nell’Unione con impatti diretti sui diritti fondamentali, sulla salute pubblica e sulla partecipazione economica delle donne.
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