UN PARTICOLARE TACIUTO DALL’ASSOCIAZIONE “PRO VITA E FAMIGLIA”, CON UN ATTACCO CHE DIMOSTRA UNA POSIZIONE IDEOLOGICA E VIOLENTA
Bruxelles – “Nella votazione sulla Relazione riguardante la sicurezza dei documenti d’identità ho votato NO al cosiddetto “genere neutro”. Un voto che ho espresso con convinzione e coerenza rispetto a quanto da me sempre sostenuto. Stupisce pertanto lo scomposto attacco personale che l’Associazione Pro Vita e Famiglia ha lanciato nei miei confronti, tacendo sul mio voto specifico sulle singole parti della Relazione; nonostante il loro silenzio, il tutto è scritto a chiare lettere nei referti d’aula”. È quanto dichiara l’Eurodeputato di Forza Italia Massimiliano Salini, vice Presidente del Gruppo PPE al Parlamento Europeo, in risposta alle affermazioni dei rappresentanti di Pro Vita Famiglia.
“La Relazione – aggiunge Massimiliano Salini – risulta poi strategica nel settore della protezione dei documenti d’identità e dei permessi di soggiorno in Europa. Una relazione che coniuga le esigenze di libera circolazione e di tutela dei dati personali dei cittadini europei negli Stati membri con le necessarie misure di sicurezza e di riconoscimento, anche attraverso dispositivi di evoluta concezione. Insomma: misure che puntano a garantire la sicurezza dei cittadini europei, in una fase storica così delicata da questo punto di vista”.
“Aggiungo un importante elemento: esattamente come me, con voto contrario alle disposizioni sul genere neutro e favorevole al documento finale, si sono espressi altri parlamentari, tra cui, a titolo di esempio, il collega François-Xavier Bellamy – prosegue l’Eurodeputato Salini –: mi riferisco cioè a parlamentari cattolici impegnati nella condivisione di una posizione forte e coerente all’interno delle istituzioni europee, non con l’obiettivo di “isolare” un’ideologia, ma di vivere l’appartenenza alla Chiesa in ogni ambito del nostro impegno politico”.
“L’attacco ideologico di Pro Vita nei miei confronti – conclude Salini – non solo non aggiunge valore alla battaglia culturale sui temi cari all’associazione stessa, ma la indebolisce irrimediabilmente, portando a un isolamento settario e totalmente infruttuoso. L’esatto contrario di quello che dovrebbe essere un cattolico in politica, e cioè lievito e fermento”.