Il Parlamento europeo vota per posticipare l’applicazione delle direttive su sostenibilità e responsabilità aziendale: le prime imprese coinvolte partiranno nel 2028.
Bruxelles – Con 531 voti favorevoli, 69 contrari e 17 astensioni, il Parlamento europeo ha approvato la proposta della Commissione nota come “Stop the clock”, che prevede il rinvio dell’entrata in vigore delle nuove normative UE sul dovere di diligenza e sulla rendicontazione di sostenibilità.
Il provvedimento fa parte del pacchetto di semplificazione Omnibus I, presentato dalla Commissione europea lo scorso 26 febbraio, e mira a rafforzare la competitività delle imprese europee alleggerendo gli oneri regolatori nel breve termine.
Secondo quanto stabilito, gli Stati membri avranno tempo fino al 26 luglio 2027 per recepire la direttiva sul dovere di diligenza nella normativa nazionale. Le prime aziende coinvolte – imprese con oltre 5.000 dipendenti e un fatturato annuo superiore a 1,5 miliardi di euro – vedranno l’obbligo di adeguarsi slittare al 2028, così come quelle non europee con fatturato equivalente generato nell’UE.
La stessa scadenza varrà anche per la seconda fascia di imprese: aziende con più di 3.000 dipendenti e un fatturato oltre i 900 milioni di euro.
Rinviati anche gli obblighi di rendicontazione di sostenibilità: le grandi imprese con oltre 250 dipendenti inizieranno a rendicontare le proprie performance ambientali e sociali nel 2028 (relativamente al 2027), mentre le PMI quotate slitteranno al 2029.
Il dossier è stato trattato con procedura d’urgenza per accelerarne l’adozione. Ora si attende l’approvazione formale del Consiglio dell’UE, che ha già espresso parere favorevole il 26 marzo scorso.
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