(AGENPARL) – Roma, 03 ott – “Rimaniamo ancora increduli dinanzi alla decisione del Campidoglio e del Cda del Teatro dell’Opera di esternalizzare tutti gli artisti. Rimaniamo basiti anche dall’assenza di tutele sindacali mentre, ci auguriamo, che si riesca a trovare una soluzione di compromesso che aiuti chi lavora. Intanto esprimiamo a tutti gli artisti profonda solidarietà”. Lo dichiara il presidente di Assotutela Michel Emi Maritato che assicura: “ Dopo questa decisione che non condividiamo assolutamente vogliamo affermare che vigiliremo sui conti del Teatro dell’Opera per controllare se davvero questa decisione porterà a un rientro del deficit”. E ancora. “In questa situazione paradossale ma, pur tuttavia, abbastanza normale in questa Italia oramai in balia di burocrati travestiti da politici, ci sono almeno quattro rilevanti aspetti che fanno indignare – chiosa l’avvocato Domenico Monteleone, responsabile legale nazionale di Assotutela – .Intanto, va sottolineato che il licenziamento degli artisti è figlio della perversa logica neoliberista imposta dai tecnocrati pseudoeuropei. Assistiamo oramai quotidianamente al “taglio” di tutto ciò che è pubblico ed all’esaltazione della gestione privata e privatistica con il conseguente smembramento di tutti gli enti e di tutte le organizzazioni che dovrebbero appartenere ai cittadini e che, invece, vengono – giorno dopo giorno – consegnate in mani private. Un processo iniziato sin da lontano – ed il cui colpo più terrificante è stato la privatizzazione della Banca d’Italia, passata a certi privati nel 1992 – che oggi continua con l’azzeramento della base artistica del Teatro dell’Opera e con la distruzione di 180 posti di lavoro. E questo è il secondo inquietante aspetto. Qualcuno si è chiesto che fine faranno tutti questi lavoratori? Hanno famiglia? Hanno dei figli? Hanno, ad esempio, dei mutui sulle spalle? Pare non interessare niente a nessuno e ciò non interessa certamente al sindaco Marino, al ministro Franceschini ed al sovraintendente Fuortes i quali – e qui veniamo al terzo sconvolgente aspetto – spacciano per rivoluzionaria un’operazione portata a termine per scopi meramente e bassamente economici ed in vista di quello sciagurato principio del pareggio di bilancio avente, oramai, rango addirittura costituzionale! La cosa che troviamo ancora più terrificante, per venire al quarto aspetto – è il serpeggiare dell’idea secondo la quale questi Lavoratori sarebbero dei parassiti lavativi che meritano il licenziamento. Ecco questa è un’idea ricorrente che viene disseminata, oramai quotidianamente, da questi tecnocrati e dai loro galoppini i quali – mentre le studiano tutte per impoverire, in senso lato, il nostro Paese e l’Europa – incalza Monteleone – ci hanno anche “addestrato” ad una sorta di idea autoflagellante secondo la quale l’italiano è un popolo di sfigati, vagabondi, corrotti che merita la povertà, la miseria, l’indigenza e tutto ciò che ci stanno infliggendo con una strategia pensata ed attuata in maniera diabolica. I cittadini devono riappropriarsi di tutto quanto è stato loro tolto. A cominciare dalla Cultura. Anche per questo – con Assotutela – siamo con i Lavoratori del Teatro dell’Opera di Roma”. “Diversamente – concludono Maritato e Monteleone – sceglieremo la strada del contenzioso tutelando tutti i lavoratori e chiedendo all’amministrazione comunale di fare un passo indietro”.
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