Strasburgo (eu24news.eu) – E’ ststa presentata a Strasburgo, nel corso della plenaria del Parlamento Ue, la nuova strategia antirazzismo 2026-2030. La Commissione europea rilancia, così, uno dei pilastri dell’Unione dell’uguaglianza provando a trasformare impegni politici consolidati in azioni operative e verificabili. L’obiettivo dichiarato è costruire un’Europa in cui il razzismo non rappresenti più un ostacolo alla partecipazione sociale, economica e democratica.

Il contesto resta complesso. Secondo l’ultimo Eurobarometro sulla discriminazione, quasi due cittadini europei su tre continuano a percepire il razzismo come un problema diffuso nei propri Paesi. Un dato che spiega perché Bruxelles parli apertamente di progressi insufficienti, nonostante il lavoro svolto con il piano 2020-2025. Il cuore della nuova strategia è un cambio di passo nell’applicazione delle regole. La Commissione intende rafforzare l’attuazione della direttiva sull’uguaglianza razziale (in vigore dal 2000), verificando le lacune esistenti e valutando strumenti sanzionatori più efficaci. Sul fronte dei reati d’odio, online e offline, Bruxelles punta a un quadro più solido contro l’incitamento all’odio, con maggiore tutela per le vittime e una riflessione sulle definizioni giuridiche, nel rispetto della libertà di espressione.

Accanto al versante normativo, la strategia insiste sull’idea che l’antirazzismo debba diventare una pratica quotidiana, non solo un principio astratto. Sono previste una campagna europea sull’uguaglianza e azioni mirate per contrastare le discriminazioni sistemiche nei settori chiave: sanità, mercato del lavoro, istruzione e accesso all’abitazione. Centrale anche il tema dei dati, considerati essenziali per costruire politiche pubbliche realmente efficaci.

Il messaggio politico è chiaro: una Unione libera dal razzismo non può essere costruita solo dall’alto. La strategia richiama una responsabilità condivisa tra istituzioni europee, Stati membri, autorità locali, organismi per la parità, imprese e società civile. In questo quadro resta centrale il ruolo del coordinatore antirazzismo dell’UE, mentre nel prossimo quadro finanziario pluriennale la Commissione propone di rafforzare il sostegno alle organizzazioni impegnate sul campo attraverso il programma AgoraEU. Guardando alle priorità tematiche, il documento affronta esplicitamente tutte le principali forme di razzismo: antinero, antisemitismo, antiziganismo, odio antimusulmano e antiasiatico. Un primo banco di prova arriverà nel 2026, con la relazione sull’applicazione della direttiva sull’uguaglianza razziale, che includerà anche un focus sull’intelligenza artificiale e sui rischi di discriminazione algoritmicaNon è il momento di sussurrare i nostri valori, ma di agire su di essi”  ha dichiarato la commissaria per la Parità, Hadja Lahbib, rivendicando una linea netta: non tornare indietro sui diritti.


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