Bruxelles (eu24news.eu)  – La Commissione europea ha avviato ufficialmente i lavori per la definizione di una nuova strategia portuale e industriale marittima dell’Unione. Due settori considerati cruciali per il futuro dell’Europa, non solo sul piano economico, ma anche su quello strategico, ambientale e industriale.

A guidare l’iniziativa è il Commissario europeo ai Trasporti e al Turismo Sostenibili, Apostolos Tzitzikostas, che oggi a Bruxelles ha aperto due dialoghi strategici di alto livello con i rappresentanti del sistema portuale, della cantieristica navale, della navigazione interna e del trasporto marittimo. Accanto a lui, anche il Vicepresidente esecutivo della Commissione per la Strategia Industriale, Stéphane Séjourné, a testimoniare l’importanza trasversale dell’iniziativa per la politica industriale europea.

Porti europei, cuore strategico del continente

Al centro del confronto, il ruolo dei porti come snodi fondamentali per commercio, energia, logistica e difesa. In uno scenario globale segnato da instabilità geopolitica e transizione ecologica, l’Europa punta a rafforzare la competitività dei porti, rendendoli più sicuri, moderni e sostenibili.

La nuova Strategia portuale dell’UE dovrà tenere insieme esigenze economiche e militari, sostenere l’elettrificazione delle banchine, migliorare la connettività intermodale e garantire standard comuni in tutti gli scali dell’Unione.

Parallelamente, in Europa, si lavora anche a una strategia per l’industria marittima europea, comparto che comprende la cantieristica navale, la produzione marittima, il trasporto via mare e le vie navigabili interne. Questi settori, un tempo orgoglio industriale del continente, oggi devono fronteggiare la concorrenza crescente dell’Asia, la frammentazione del mercato interno e la sfida della decarbonizzazione.

Verso una nuova governance europea del mare

Secondo la Commissione, il piano avviato oggi è destinato a tradursi, entro il 2026, in due documenti strategici distinti ma complementari. Per questo è stato avviato un ampio confronto con istituzioni, operatori economici, associazioni di categoria e stakeholder pubblici e privati, che potranno inviare i propri contributi fino al prossimo 28 luglio.

Tra i temi sul tavolo: investimenti nei green port e nella logistica sostenibile, integrazione tra porti e rete ferroviaria (TEN-T), sostegno alla cantieristica europea e alle imprese della filiera, innovazione, digitalizzazione, idrogeno e carburanti alternativi, sicurezza delle rotte marittime e protezione delle infrastrutture.

Il settore portuale dell’Unione genera oltre 1,5 milioni di posti di lavoro e rappresenta circa il 90% del commercio estero dell’UE. La cantieristica navale e il trasporto marittimo europeo, pur ridimensionati rispetto agli anni Novanta, restano tra i più avanzati al mondo per tecnologie e standard ambientali.

Obiettivo: un’Europa più forte anche in mare

Il rilancio del sistema portuale e marittimo europeo è quindi un tassello essenziale per la resilienza economica e strategica dell’Unione. La sfida è duplice: essere competitivi e al tempo stesso ecologicamente sostenibili, evitando che la transizione lasci indietro imprese e territori.


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