Bruxelles  eu24news  “La cosa più importante è avere un quadro comune e coerente di regole per contrastare l’immigrazione illegale.

Fino a poco fa non era così, vigeva la politica delle porte aperte e la semplice redistribuzione dei migranti fra i singoli Paesi. Questo non ci sarà più perché abbiamo capito che la politica delle porte aperte non produce nessuna integrazione, al contrario condanna i migranti alla povertà culturale, economica e spesso a diventare milizie della criminalità”. Così l’eurodeputato di Fratelli d’Italia, Alessandro Ciriani, a pochi giorni dal via alla fase di implementazione del Patto UE per la Migrazione e l’Asilo. Secondo Ciriani, che è stato relatore per il Parlamento europeo del regolamento per l’istituzione della lista di Paesi d’origine sicuri, il meccanismo di solidarietà su cui ruota il Patto “è la foglia di fico dietro a cui si è nascosta la politica europea fino ad oggi”. In realtà, prosegue l’eurodeputato, “il vero aspetto non è concentrarsi su questo meccanismo ma potenziare il piano Mattei a livello europeo, consentire ai Paesi di origine degli immigrati di non partire più, di avere una prospettiva di vita nel loro Paese”.


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