STRASBURGO – Con 399 voti favorevoli, 198 contrari e 72 astensioni, il Parlamento europeo ha approvato la Relazione annuale sulla politica di sicurezza e difesa comune 2024. Il voto ha evidenziato profonde divisioni sia a livello europeo che all’interno della maggioranza di governo italiana.

A sostenere il testo sono stati i gruppi del PPE (inclusa Forza Italia), S&D (con il Pd, a eccezione di alcuni indipendenti), Renew Europe e parte dei Verdi/Ale (esclusi gli italiani). Contrari, invece, la Lega, il Movimento 5 Stelle, Sinistra Italiana, e numerosi eurodeputati della Left e dell’ECR, incluso l’intero gruppo della destra polacca. Fratelli d’Italia ha scelto l’astensione.

La delegazione del Partito Democratico ha optato per una mediazione: no agli emendamenti pro-riarmo, ma sì al testo finale, nonostante l’inclusione del controverso passaggio sul progetto ReArm Europe, fortemente voluto da Ursula von der Leyen.

Il segretario Esteri del Pd, Peppe Provenzano, ha ribadito la contrarietà del partito alla “corsa al riarmo nazionale”, sottolineando la necessità di una vera difesa europea condivisa. La posizione è stata confermata da Elly Schlein e sostenuta dalla segreteria Pd, mentre gli indipendenti Tarquinio e Strada hanno votato contro.

Dalla componente riformista del partito, Pina Picierno e Filippo Sensi hanno espresso soddisfazione per il voto favorevole alla relazione, considerata un passo avanti verso una difesa comune “equilibrata e solida”, pur in un quadro geopolitico sempre più complesso.

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