Buenos Aires si conferma uno dei nuovi snodi strategici nella lotta alla criminalità organizzata transnazionale. Nella sede regionale di Interpol per il Sud America, è in corso il workshop del progetto
I-CAN (Interpol Cooperation Against ’Ndrangheta), dedicato al continente americano. Il Progetto costituisce un’iniziativa che negli ultimi anni ha contribuito in maniera concreta a colpire le ramificazioni globali della potente organizzazione criminale calabrese. I lavori sono stati aperti dal Capo della Polizia Federale Argentina ROLLE e dal Primo Dirigente della Polizia di Stato dr. Simone PiIOLETTI, Project Leader del Progetto I-CAN
L’incontro riunisce rappresentanti delle forze di polizia italiane e di dodici Paesi del continente americano, insieme a delegazioni europee, in un contesto operativo che riflette la crescente necessità di una risposta multilaterale a fenomeni criminali sempre più sofisticati e interconnessi. Il dato più significativo emerso è l’impatto tangibile dell’azione coordinata: 176 arresti complessivi in circa 30 Paesi del mondo, tutti riconducibili a reti operative della ’Ndrangheta, individuati e fermati grazie allo scambio informativo e alle attività investigative congiunte.
Avviato nel 2020, il progetto I-CAN, iniziativa congiunta della Direzione Centrale della Polizia Criminale, guidata dal Prefetto Raffaele GRASSI e dal Segretariato Generale Interpol, rappresenta oggi uno degli strumenti più avanzati nella cooperazione internazionale contro le mafie. La sua efficacia risiede nella capacità di integrare intelligence, analisi dei dati e operazioni sul campo, creando un sistema condiviso tra le polizie aderenti. La ’Ndrangheta, con una presenza ormai accertata in oltre 80 Paesi, è infatti considerata una delle organizzazioni criminali più pericolose al mondo, soprattutto per la sua capacità di infiltrarsi nei mercati globali e gestire traffici illeciti su larga scala.
In questo contesto, il contributo italiano rimane determinante. Le forze di polizia italiane, in sinergia con partner internazionali, continuano a fornire know-how investigativo e strumenti operativi che si rivelano decisivi per l’individuazione delle cellule operative all’estero.
Il Progetto I-CAN, si distingue per assicurare una cooperazione operativa di Polizia efficiente ed efficace, traducendo l’esperienza italiana nella lotta allla criminalità organizzata, in un modello condiviso ed esportabile a livello globale. Il Projecrt Leader dr. Simone Pioletti ed il suo team, implementando le attività di sensibilizzazione e conoscenza del
fenomeno ‘Ndrangheta come holding criminale e, quelle di analisi, pruomuono attività operative ed investigative per l’identificazione dei legami tra le cosche e i network policriminali della ‘Ndrangheta favorendo un linguaggio operativo comune tra le diverse forze di polizia coinvolte. Questo approccio ha permesso di superare barriere giuridiche e procedurali, accelerando le attività di localizzazione e cattura dei latitanti, confermando l’accelerazione operativa richiesta del Direttore Centrale della Polizia Criminale Prefetto Raffaele GRASSI.
Tra i risultati più rilevanti in Argentina, emerge l’arresto, nel 2023, dell’italo-argentino Alfonso Carmelo Maiorano nell’ambito dell’Operazione Gentleman, un’azione che ha evidenziato la profondità delle connessioni tra la ’Ndrangheta e i cartelli sudamericani. Più recentemente, nel 2025, le attività coordinate hanno portato anche allo smantellamento di una cellula del gruppo criminale noto come Tren de Aragua in Argentina, con 13 arresti e il sequestro di asset illeciti.
L’esperienza maturata a Buenos Aires conferma che il contrasto alle mafie non può più essere confinato entro i limiti nazionali. La dimensione globale delle organizzazioni criminali impone una risposta altrettanto globale, fondata su fiducia reciproca, condivisione delle informazioni e coordinamento operativo.
Il progetto I-CAN si configura dunque come un paradigma virtuoso di cooperazione internazionale, in cui il lavoro sinergico delle forze di polizia rappresenta il principale argine all’espansione delle mafie.
In questo scenario, il contributo di professionisti come il dottor Pioletti e l’impegno costante delle istituzioni coinvolte costituiscono un elemento essenziale per garantire risultati concreti e duraturi nella lotta alla criminalità organizzata.
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