Bruxelles (eu24news) – Nella notte tra il 3 e il 4 dicembre Parlamento europeo, Consiglio e Commissione (il Trilogo) hanno raggiunto un accordo politico provvisorio sulle nuove tecniche genomiche (NGT), definendo un quadro normativo aggiornato e fondato sulla scienza, in grado di offrire nuove opportunità agli agricoltori europei e maggiori garanzie ai consumatori. L’intesa semplifica i processi di autorizzazione per le piante ottenute tramite mutagenesi mirata e cisgenesi, mantenendo al tempo stesso solide tutele per la salute umana, animale e ambientale.
“Si tratta di un passo avanti importante, che ci permette di sviluppare varietà più resistenti ai cambiamenti climatici, con minori esigenze di fitofarmaci e input produttivi. Un’innovazione utile agli agricoltori, ai consumatori e alla sicurezza alimentare europea”, lo afferma in un a nota Herbert Dorfmann europarlamentare del Gruppo PPE in Parlamento europeo e coordinatore PPE in Commissione Agricoltura.
Il compromesso conferma l’equivalenza delle piante NGT1 alle varietà convenzionali: nessuna etichettatura per i prodotti finali, mentre i semi riporteranno un’indicazione specifica, necessaria a garantire trasparenza nella filiera.
Sul fronte dei brevetti l’accordo introduce obblighi di informazione, un database pubblico sulle rivendicazioni e un gruppo di esperti incaricato di valutare l’impatto della proprietà intellettuale sull’accesso alle sementi. Una revisione della Commissione, prevista entro un anno dall’entrata in vigore, consentirà di proporre eventuali correttivi legislativi.
“Sono soddisfatto – spiega Dorfmann – che sull’etichettatura e sulla proprietà intellettuale si sia trovato un equilibrio ragionevole, che garantisce trasparenza senza creare oneri sproporzionati né frenare l’innovazione. È essenziale tutelare l’accesso equo alle sementi e prevenire concentrazioni di mercato che penalizzerebbero i breeder più piccoli e gli agricoltori. Le NGT non sono una scorciatoia, ma una tecnologia seria basata sulla scienza. Se vogliamo un’agricoltura competitiva e capace di affrontare il cambiamento climatico, dobbiamo mettere gli agricoltori nelle condizioni di innovare”.
L’intesa dovrà ora essere approvata formalmente dal Parlamento e dal Consiglio, che dovrebbe arrivare nelle prossime settimane. “Mi auguro un via libera rapido perché questa norma è equilibrata e guarda al futuro dell’agricoltura europea con pragmatismo: tutela per i cittadini, nuove opportunità per gli agricoltori e maggiore competitività per l’intera filiera agroalimentare”, ha concludo l’eurodeputato altoatesino.


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