Bruxelles (eu24news.eu) – L’Unione europea prepara un nuovo passo avanti per rafforzare la sicurezza dei minori online. La presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, ha annunciato l’intenzione di introdurre regole più severe per l’accesso dei giovani ai social network, con l’obiettivo di proteggerli dai rischi legati agli algoritmi e all’uso eccessivo delle piattaforme digitali. Durante la presentazione del Rapporto della Commissione Speciale sulla Sicurezza dei Minori online, la presidente, ha lanciato un messaggio chiaro affermando che dovrebbero essere i genitori a educare i figli e non gli algoritmi.
Secondo la presidente della Commissione, sta emergendo un consenso sempre più ampio sulla necessità di fissare un’età minima per accedere ai social media seguendo un principio già applicato in altri ambiti della vita quotidiana come, ad esempio, il conseguimento della patente di guida o il consumo di alcolici. La preoccupazione nasce anche dai numeri: oggi molti ragazzi trascorrono in media fino a sei ore al giorno davanti allo smartphone, un tempo che, nell’arco della vita, può arrivare a rappresentare circa vent’anni complessivi. Un dato che, secondo Bruxelles, impone una riflessione sul rapporto tra tecnologia, salute mentale e sviluppo dei più giovani.
La presidente della Commissione UE ha poi sottolineato che le grandi piattaforme digitali devono assumersi maggiori responsabilità nella tutela dei propri utenti, in particolare dei minori. Per questo vanno introdotte restrizioni adeguate all’età, sistemi di verifica più efficaci e strumenti capaci di limitare l’esposizione dei bambini a contenuti e dinamiche che possono favorire dipendenza, isolamento o disagio psicologico. Nel suo intervento la presidente ha richiamato anche all’importanza di proteggere la prima infanzia, ribadendo la raccomandazione di evitare l’esposizione agli schermi prima dei tre anni. Il rapporto presentato rappresenta ora la base di lavoro della Commissione europea che, subito dopo l’estate, tradurrà le raccomandazioni in proposte legislative. L’obiettivo è definire un quadro comune europeo capace di garantire una maggiore tutela dei minori nell’ambiente digitale senza rinunciare alle opportunità offerte dalla tecnologia, ma ponendo invece al centro il benessere di bambini e adolescenti.
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