Roma (eu24news.eu) – La manovra economica per il triennio 2026-2028, contenuta nel Documento Programmatico di Bilancio inviato a Bruxelles e al Parlamento italiano, vale circa 18,5 miliardi di euro annui. L’obiettivo è sostenere famiglie, imprese e crescita, mantenendo la sostenibilità dei conti pubblici. Tra i punti principali c’è quello del Fisco e dell’Irpef. La manovra prosegue con la riduzione della tassazione sul lavoro: la seconda aliquota Irpef scende dal 35% al 33%, con benefici concentrati sul ceto medio. L’intervento vale 2,76 miliardi l’anno nel triennio. Prevista anche la detassazione di parte dei salari, estesa ai dipendenti pubblici e collegata ai rinnovi contrattuali.

Le coperture arrivano da tagli alla spesa ministeriale (2,3 miliardi nel 2026, fino a 3,2 nel 2028), da una rimodulazione del PNRR (circa 5 miliardi) e da un contributo straordinario di banche e assicurazioni (4,3 miliardi nel 2026 e 2027, 2,3 nel 2028). È inoltre previsto un fondo sentenze una tantum pari allo 0,09% del PIL (oltre 2 miliardi) per coprire eventuali esborsi derivanti da decisioni giudiziarie nazionali o europee.

Verranno, inoltre, stanziati 3 miliardi nel 2026, 2,3 nel 2027 e 1,8 nel 2028 per sostenere investimenti produttivi, innovazione e competitività. Previsti crediti d’imposta per le zone economiche speciali (ZES) e logistiche semplificate (ZLS), la maggiorazione degli ammortamenti e il rifinanziamento di Contratti di sviluppo e Nuova Sabatini.

Per quanto riguarda, invece, famiglie, ISEE e welfare la manovra prevede 3,5 miliardi nel triennio per misure a sostegno delle famiglie e contro la povertà. Rivista la disciplina dell’ISEE, con correttivi sul valore della prima casa e sulle scale di equivalenza (effetto complessivo di circa 500 milioni l’anno). Rifinanziata la Carta “Dedicata a te” per l’acquisto di beni di prima necessità e potenziati gli aiuti per madri lavoratrici con almeno due figli e reddito fino a 40mila euro. Stanziate anche risorse per il riconoscimento del ruolo del caregiver familiare.

Aumentano anche i fondi per il Servizio Sanitario Nazionale: oltre 5 miliardi nel 2026, 5,7 nel 2027 e quasi 7 nel 2028, con ulteriori 2,4 miliardi nel 2026 e 2,65 miliardi annui per assunzioni e miglioramenti salariali del personale. Previsto, per le pensioni, lo stop all’aumento dell’età pensionabile legato all’aspettativa di vita che varrà solo per i lavori gravosi e usuranti; per tutti gli altri scatterà nel biennio 2027-2028. Costo stimato: 460 milioni nel 2026, 1,8 miliardi nel 2027 e 1,15 miliardi nel 2028.

Per la difesa l’Italia intende accedere allo strumento europeo SAFE (Security Action For Europe) per circa 15 miliardi di euro, in linea con l’impegno a portare la spesa per la difesa allo 0,5% del PIL, mantenendo il deficit sotto il 3%. Infine per i bonus edilizi è prevista una proroga fino al 2026; i bonus casa alle stesse condizioni del 2025 ovvero 50% di detrazione per i lavori sulla prima casa e 36% per le seconde abitazioni.

Tra le prime reazioni politiche alla manovra di finanza pubblica quella del Sottosegretario al Lavoro, Claudio Durigon, che parla di “un bel pacchetto di novità che vanno nella direzione giusta per rilanciare il Paese Il nostro giudizio è positivo. Abbiamo ottenuto grandi risultati se pensiamo al taglio dell’Irpef per il ceto medio, all’intervento che elimina la prima casa dal calcolo dell’Isee o alla rottamazione delle cartelle fino al tutto il 2023. Sono tutte misure che servono a dare linfa e forza all‘economia italiana. Non dimentichiamo che ci sono anche 2 miliardi per detassare gli aumenti concessi nei rinnovi contrattuali: una grande risposta a chi, come Pd e M5S, invoca l’introduzione di un salario minimo fissato per legge” – ha affermato ancora Durigon – puntando su strumenti di contrattazione e incentivi fiscali piuttosto che su interventi normativi rigidi”.


Scopri di più da eu24news

Abbonati per ricevere gli ultimi articoli inviati alla tua e-mail.