Oslo (eu24news.eu) – La Norvegia rimane il punto di riferimento per la mobilità elettrica in Europa: lo scorso mese di giugno il 96,9 % delle nuove auto immatricolate era full electric, mentre nel primo semestre il segmento BEV ha rappresentato il 93,7 %, segnando un +23 % rispetto al 2024. Un primato che riflette la forza di politiche coerenti e lungimiranti, con Tesla in vetta e la sorprendente crescita dei brand cinesi come BYD, MG e XPeng.
Il successo della Norvegia: incentivi, infrastrutture e cultura green
Non è un caso se la Norvegia è riuscita a raggiungere questo traguardo. Un sapiente mix, combinato nel tempo, tra incentivi all’acquisto e finanziamenti agevolati, esenzioni su tasse, parcheggi e pedaggi, stazioni di ricarica diffuse, anche in zone remote e un consenso sociale che vede l’elettrico non come alternativa, ma come norma, è stato senza dubbio la carta vincente rendendo la Norvegia un Paese un laboratorio per il settore.
L’Italia si muove: prime colonnine ultra‑veloci entrano in funzione
Mentre in Norvegia si festeggia un record, anche l’Italia inizia a reagire alla sfida infrastrutturale. È stata appena inaugurata in Valle d’Aosta, a Fénis, la prima stazione di ricarica ultra‑veloce da 300 kW della rete Ewiva (joint venture Enel X – Volkswagen): tre colonnine per un totale di sei punti ad altissima potenza, integrati con sistema Plug & Charge e compatibili con oltre 100 operatori. Contemporaneamente, la partnership tra Mobilize (Renault) e Autostrade per l’Italia ha annunciato l’arrivo, entro la fine del 2025, di 100 colonnine ultra‑veloci (fino a 400 kW) lungo le autostrade italiane. Un segnale chiaro: l’Italia punta a colmare il gap infrastrutturale per rendere l’elettrico davvero competitivo anche nei viaggi a lunga percorrenza.
UE, Italia e Norvegia: tre velocità di marcia
L’Italia mostra anche una forte crescita del mercato EV (+63 % nei primi mesi del 2025), ma resta lontana da obiettivi 2030, con una penetrazione ancora sotto il 10 %. In Belgio, Spagna e Germania la rete HPC si sta ampliando, mentre operatori come Mobilize e Ewiva investono per raggiungere livelli comparabili a quelli di Norvegia, Francia e Paesi Bassi.
Un esempio da seguire
Il modello norvegese resta un faro, ma l’Italia dimostra che strategie infrastrutturali ambiziose sono possibili anche qui. Resta da migliorare la copertura in tutto il territorio e ridurre il divario Nord‑Sud, ma l’arrivo delle prime colonnine ultra‑veloci segna una svolta. Se Bruxelles potrà considerare l’Italia un partner credibile in futuro, molto dipenderà da questa corsa all’alta potenza e alla densità infrastrutturale, anticipando così i tempi della transizione green.
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