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Roma (eu24news.eu) – “L’Europa è fragile, divisa e timorosa. E la pace non si costruisce solo con le parole. È questo, in sintesi, il messaggio lanciato dal ministro della Difesa Guido Crosetto durante la nona edizione de “La Ripartenza – Liberi di pensare”, evento organizzato, a Bari, da Nicola Porro. Un intervento che, a due giorni di distanza, continua a far riflettere, mentre il contesto internazionale resta segnato da conflitti aperti e tensioni strategiche crescenti.

Crosetto ha ribadito un concetto già espresso in diverse sedi: l’equilibrio militare è oggi una condizione indispensabile per garantire la sicurezza e la sovranità degli Stati europei. E lo ha fatto indicando con chiarezza i limiti dell’attuale approccio continentale: “Una parte dell’Europa ha paura – ha detto – e lo dimostra la rapidità con cui Paesi storicamente neutrali, come la Svezia, hanno aderito alla NATO”.

Il ruolo dell’Italia tra aiuti e sicurezza

Nelle sue dichiarazioni, il ministro ha sottolineato l’impegno dell’Italia tanto sul piano umanitario, quanto su quello della deterrenza militare. È il caso del Medio Oriente, dove Roma è intervenuta rapidamente con la nave Vulcano, portando cure e soccorso ai civili palestinesi feriti. “In un mondo che pensa alla guerra, l’Italia porta sollievo”, ha sottolineato Crosetto, rivendicando un approccio equilibrato e rispettoso del diritto umanitario.

Difesa europea e realismo strategico

Ma l’equilibrio, ha ricordato il ministro, si costruisce anche con investimenti reali e con la consapevolezza che la forza è tornata ad essere uno strumento di dialogo. Un concetto che può far discutere, ma che riflette una visione pragmatica del sistema internazionale attuale: Chi oggi guida il mondo non sono necessariamente le democrazie più avanzate, ma chi possiede forza, energia e tecnologia”.

In questo contesto, Crosetto ha criticato la narrativa semplificata sul budget della Difesa: gran parte delle risorse, ha precisato, è destinata a stipendi, pensioni e logistica, mentre solo una quota è riservata a tecnologia e armamenti. Le cifre ipotizzate da alcune opposizioni – come i 400 miliardi in dieci anni – non sono realistiche.

Le nuove guerre: non solo armi, ma risorse

A preoccupare il ministro non sono solo i conflitti in corso, ma quelli che potrebbero esplodere nei prossimi anni. In particolare, Crosetto ha acceso i riflettori sulla competizione globale per le risorse strategiche, come le terre rare. La vera guerra silenziosa è quella tra Stati Uniti e Cina, e l’Africa – ha spiegato – rischia di diventare teatro di nuove contese, questa volta per motivi economici”.

Leva militare e nuove generazioni

Sul tema della leva obbligatoria, tornato ciclicamente nel dibattito politico, Crosetto ha invitato a guardare oltre gli slogan: la Difesa deve restare professionale, ma servono modelli educativi e civili per rafforzare il senso dello Stato nelle nuove generazioni, anche seguendo l’esempio tedesco che sperimenta forme di servizio volontario.

Difesa, una questione nazionale prima che politica

Crosetto ha infine invitato a depoliticizzare il tema della Difesa: Si può fare polemica su tutto, ma non sulla sicurezza nazionale. Le forze armate servono lo Stato, non un partito”.

Verso il Consiglio Difesa UE

Le dichiarazioni del ministro arrivano alla vigilia di un appuntamento importante: domani, 15 luglio, i ministri della Difesa dell’Unione si ritroveranno a Bruxelles per la sessione del Consiglio Affari Esteri. Sul tavolo, tra gli altri argomenti, anche il sostegno militare all’Ucraina e la posizione della UE in merito alla situazione in Medio Oriente.


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