Strasburgo (eu24news) – Nel suo intervento al Parlamento Europeo il 18 giugno 2025, Maryam Rajavi ha descritto la grave crisi che travolge la dittatura clericale iraniana. Secondo la leader della Resistenza iraniana, il regime è entrato in una fase di instabilità irreversibile, con la recente guerra iniziata il 13 giugno 2025 che segna un nuovo capitolo critico nella crisi interna del Paese e nelle dinamiche geopolitiche della regione.
Rajavi ha sottolineato come la lotta del popolo iraniano contro il fascismo religioso sia in corso da oltre 44 anni. La sua posizione, ribadita anche ventuno anni fa nello stesso Parlamento, è chiara: la soluzione per l’Iran non passa né per l’appeasement né per la guerra, ma per un cambio di regime guidato dal popolo iraniano e dalla sua Resistenza organizzata. Ha evidenziato come la politica di appeasement abbia rafforzato il regime, portando alla guerra anziché alla stabilità.

Nel suo discorso, ha ricordato come la Resistenza iraniana sia stata la prima a denunciare i programmi nucleari segreti del regime nel 2002, allertando la comunità internazionale. Ha ribadito che il regime clericale non abbandonerà mai il suo programma di arricchimento dell’uranio e che la negoziazione con Teheran rappresenta solo una perdita di tempo.

Rajavi ha fatto appello al riconoscimento della lotta del popolo iraniano, paragonandola alla resistenza europea contro il fascismo. Ha affermato che il PMOI/MEK, in 60 anni di lotta contro lo Shah e gli ayatollah, non ha mai ceduto nella sua missione per la libertà, nonostante le continue repressioni, torture ed esecuzioni.

Infine, ha dichiarato che il popolo iraniano non accetterà più alcuna forma di dittatura e che la rivoluzione democratica è vicina. Il suo messaggio è chiaro: il futuro dell’Iran dipende dal popolo e dalla sua Resistenza, e la comunità internazionale deve riconoscere questa lotta per la libertà e la democrazia.


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