Bruxelles (eu24news.eu) – Da oggi entra in vigore il nuovo sistema europeo di Indicazioni Geografiche Protette per i prodotti artigianali e industriali. Con l’applicazione del Regolamento (UE) 2023/2411 e il decreto legislativo approvato dal Governo, l’Italia completa un passaggio atteso da anni: estendere al non-food una tutela analoga a quella già consolidata per vino, distillati e agroalimentare. Il MIMIT diventa l’autorità competente per la fase nazionale, con un sistema sanzionatorio dedicato contro abusi, imitazioni e fenomeni di Italian sounding.

Si apre così una fase di transizione che durerà fino al 2 dicembre 2026. In questo periodo gli Stati membri potranno presentare all’EUIPO le domande basate su denominazioni già protette o consolidate dall’uso. Dal 3 dicembre 2026 le tutele nazionali cesseranno e resterà solo il sistema europeo, che elimina la frammentazione normativa e porta tutto su un piano uniforme.

L’Italia arriva preparata: il MIMIT ha già mappato oltre 200 prodotti potenzialmente registrabili, molto più dei 92 individuati dallo studio EUIPO del 2024. Ceramica, vetro, oreficeria, legno, calzature, tessile: un patrimonio manifatturiero vasto e riconosciuto, che richiederà però un forte associazionismo tra imprese per costruire i disciplinari di produzione, indispensabili per la registrazione.  Sempre da oggi sarà operativo anche il GI Portal, la piattaforma digitale dell’EUIPO per la gestione delle domande. Il MIMIT curerà la fase nazionale, verificando disciplinari e documentazione prima di trasmettere le richieste a livello europeo. Contestualmente nascerà il GI Register, il registro pubblico delle IGP artigianali e industriali, consultabile da imprese, professionisti e consumatori per verificare lo stato delle denominazioni e accedere ai disciplinari.

La protezione riconosciuta è ampia: le nuove IGP saranno tutelate da qualsiasi uso commerciale indebito, imitazione o evocazione, anche quando sia indicata la reale origine del prodotto. Informazioni fuorvianti o pratiche che ingannano sul legame territoriale rientreranno tra le violazioni perseguibili. E, a differenza dei marchi, tutte le IGP registrate saranno considerate automaticamente dotate di reputazione.

Per produttori e associazioni questa è una fase decisiva: occorre verificare l’eventuale presenza di marchi ostativi, consolidare le strutture associative, redigere disciplinari rigorosi e assicurarsi che l’uso delle denominazioni geografiche sia conforme alle nuove regole, evitando sanzioni. L’estensione delle IGP all’artigianato e all’industria rappresenta un’occasione concreta per rafforzare il Made in Italy, proteggere il legame con i territori e mettere ordine in un sistema di tutele che finora non era omogeneo. Un cambiamento che spinge l’Europa – e l’Italia – a passare da un mercato dominato dai consumatori a un modello che rimette al centro i produttori e il loro saper fare.


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