Le case automobilistiche europee possono tirare un sospiro di sollievo: la Commissione Europea ha proposto una modifica al regolamento sulle emissioni di CO2 per auto e furgoni nuovi. La novità principale riguarda il monitoraggio degli obiettivi, che non sarà più annuale ma triennale, con scadenza a dicembre 2027. Questo significa che anche le eventuali sanzioni per le aziende inadempienti slittano.
L’iniziativa, annunciata all’interno del Piano d’azione industriale della Commissione, nasce dal Dialogo strategico sul futuro dell’industria automobilistica, avviato da Ursula von der Leyen. Secondo la presidente della Commissione Europea, la misura offre maggiore flessibilità al settore senza compromettere gli obiettivi climatici, dimostrando che decarbonizzazione e competitività possono coesistere.
La proposta prevede che i produttori possano compensare eventuali sforamenti annuali rispettando il target complessivo nel triennio. La Commissione sostiene che questa soluzione garantirà investimenti nella transizione ecologica senza compromettere i piani di riduzione delle emissioni.
Se l’industria accoglie positivamente la misura, l’organizzazione ambientalista Transport & Environment critica il rinvio delle sanzioni, affermando che le case automobilistiche hanno sfruttato dati di vendita poco rappresentativi per ottenere più margine. Nonostante il rallentamento normativo, i dati di mercato mostrano una crescita significativa della mobilità elettrica. Secondo Unrae, in Italia le vendite di auto a combustibili fossili sono in calo, mentre le ibride superano il 45% di quota di mercato e le elettriche pure (BEV) raggiungono il 5,4%.
Motus-E evidenzia un boom dell’elettrico in Italia nel primo trimestre 2025, con 23.019 immatricolazioni, un aumento del 75,4% rispetto all’anno precedente. Il presidente Fabio Pressi sottolinea che, sebbene l’Italia sia in ritardo rispetto ai maggiori mercati europei, la crescita della quota elettrica è incoraggiante.
La proposta della Commissione ora attende l’approvazione delle istituzioni europee. Il dibattito tra industria e ambientalisti rimane acceso, mentre il mercato dimostra che la transizione verso una mobilità sostenibile è già in corso.
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