Bruxelles (eu24news) – Ieri al Parlamento europeo le forze politiche si sono unite nell’approvazione della prima Direttiva Anticorruzione dell’Ue, ma si sono divise sul significato del testo. I voti a favore sono stati 581, solo 21 quelli contrari e 42 le astensioni. La stesura (volutamente) generica dell’atto ha però dato adito a differenti interpretazioni.
La polemica fra i partiti italiani è scattata non appena gli eurodeputati sono usciti dall’emiciclo. In particolare, lo scontro riguarda il passaggio legato all’abuso di ufficio, questione particolarmente “calda” per il nostro Paese, vista la sua abolizione dal nostro ordinamento nel 2024.
La confusione nasce dalla terminologia usata nel testo. L’espressione “abuso d’ufficio” è stata sostituita con “esercizio illecito di funzioni pubbliche”. Viene poi introdotto per gli Stati membri l’obbligo di “garantire che almeno alcune gravi violazioni della legge nell’esecuzione o nell’omissione di un atto da parte di un funzionario pubblico nell’esercizio delle sue funzioni siano punibili come reato penale, quando commesse intenzionalmente”. Una formulazione che lascia una certa discrezionalità agli Stati membri, permettendo a ciascun partito di tirare l’acqua al proprio mulino e cantar vittoria.
“Rimarginiamo una ferita. Ci occupiamo finalmente della corruzione”, ha detto l’eurodeputato del Movimento 5 stelle, Giuseppe Antoci, subito dopo l’esito del voto. “Non ci saranno più zone franche in Europa, non ci sarà più spazio per la corruzione”, ha aggiunto prima di commentare la rilevanza di questa direttiva per l’Italia: “Rimarginiamo una ferita anche in Italia. Qui oggi non si è votata semplicemente una direttiva. Oggi si è votata la sfiducia al governo italiano e al ministro Nordio”. “Questa è la grande vittoria, questo è il segnale che arriva. Una direttiva che è stata bloccata anche e soprattutto dal governo italiano, che voleva trasformare questo articolo oggi obbligatorio […] in facoltativo. Noi lo abbiamo impedito, abbiamo difeso i cittadini europei. Abbiamo difeso e difenderemo i cittadini italiani”, ha ribadito l’eurodeputato pentastellato.
Una lettura opposta ma ugualmente vittoriosa è stata data da Fratelli d’Italia. La delegazione europea del partito di Giorgia Meloni ha dichiarato di essere “estremamente” soddisfatta della direttiva anti-corruzione. Secondo Nicola Procaccini (FdI), “non c’è alcuna necessità in base alla direttiva di reintrodurre il reato di abuso d’ufficio”, dato che nel testo “si ribadisce che gli Stati membri hanno piena libertà nella scelta degli strumenti più efficaci per combattere la corruzione” e che “traspare che l’Italia ha già questi strumenti nel proprio ordinamento”.
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