Roma (eu24news.eu) – A due giorni dall’annuncio ufficiale il piano di ACWA Power non si presenta più solo come una dichiarazione d’intenti, ma piuttosto come l’avvio di una nuova fase strategica nei rapporti energetici tra Arabia Saudita ed Europa.
La multinazionale saudita, attiva nel campo delle energie rinnovabili e dell’idrogeno verde, ha confermato un programma di investimenti per miliardi di dollari entro il 2035, coinvolgendo attivamente aziende europee come Edison, Prysmian, CESI e Zhero. L’obiettivo è ambizioso: esportare energia pulita e H2 verde dall’Arabia Saudita verso il mercato europeo, riducendo costi, impatti territoriali e dipendenza dai combustibili fossili.
Il CEO dell’azienda, Marco Arcelli, ha chiarito in un’intervista a Radiocor-Il Sole 24 Ore che il modello saudita non è solo competitivo, ma già operativo: “Produciamo energia verde a costi inferiori di quattro o sei volte rispetto all’Europa. E con un consumo di suolo molto più basso”.
E il contesto internazionale, in questi due giorni, ha contribuito a rendere ancora più attuale la notizia. I nuovi dazi USA sulle tecnologie green e il crescente bisogno europeo di diversificare le fonti energetiche rendono l’asse Riyadh-Bruxelles sempre più strategico. La sfida non è solo climatica, ma geopolitica.
Non a caso, ACWA Power – che detiene già la maggiore capacità di desalinizzazione privata al mondo e partecipa al progetto NEOM sull’idrogeno verde (già completato all’80%) – sta accelerando i tempi, spingendo su accordi operativi con attori industriali europei. L’intesa con Air Products per esportare ammoniaca verde è solo uno dei tasselli di un piano molto più ampio. “Non è più solo una questione ambientale, è una questione industriale e geopolitica – ha fatto notare Arcelli, che ha aggiunto – Siamo di fronte a una nuova geografia dell’energia. E noi vogliamo esserne protagonisti”.
L’Europa, dal canto suo, offre tecnologie, know-how e infrastrutture di altissimo livello, ma è ancora lontana da un’autonomia energetica piena. La cooperazione con paesi terzi diventa quindi cruciale. Mentre le istituzioni europee rafforzano le politiche per la transizione ecologica e l’idrogeno come vettore strategico, il progetto di ACWA Power si inserisce in un quadro più ampio: quello della sicurezza energetica europea dopo la crisi ucraina e la fine della dipendenza dal gas russo.
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