Bruxelles (eu24news.eu) – La Commissione europea è pronta a rivedere uno dei pilastri della sua strategia climatica: il divieto di vendita delle nuove auto con motore a combustione interna dal 2035. Dopo le forti pressioni arrivate da Germania, Italia e dall’industria automobilistica europea, Bruxelles valuta una deroga che consentirebbe fino al 10% di veicoli non elettrici anche oltre quella data.
Secondo quanto emerge, l’esecutivo Ue sarebbe disposto ad aprire alla prosecuzione della vendita di ibridi plug-in e di auto con range extender, purché alimentate con biocarburanti a zero emissioni di CO₂ o carburanti sintetici. Una concessione richiesta a gran voce dalle case automobilistiche, alle prese con la crescente concorrenza di Tesla e, soprattutto, dei veicoli elettrici cinesi.
Se confermata e approvata da Consiglio Ue e Parlamento europeo, la mossa rappresenterebbe il più significativo arretramento dell’Unione rispetto alle politiche verdi adottate negli ultimi cinque anni. Gruppi come Volkswagen e Stellantis spingono da tempo per un allentamento non solo degli obiettivi finali, ma anche delle sanzioni previste per chi non li rispetta. L’associazione dei costruttori ACEA parla apertamente di un momento cruciale, chiedendo di rivedere anche i target intermedi al 2030. Di segno opposto le reazioni del comparto elettrico e delle organizzazioni ambientaliste. Secondo i critici, un passo indietro ora rischia di frenare gli investimenti, indebolire la filiera europea e consegnare ulteriore vantaggio competitivo alla Cina. Ridurre l’obiettivo dal 100% al 90%, al contrario, sarebbe un chiaro segnale politico da parte dell’Europa.
Accanto alla possibile revisione del bando, la Commissione intende rafforzare la diffusione dei veicoli elettrici nelle flotte aziendali, che oggi rappresentano circa il 60% delle nuove immatricolazioni. Le modalità restano da definire: l’industria chiede incentivi, Bruxelles valuta anche obblighi e possibili requisiti di contenuto locale. Nel pacchetto in preparazione figurerebbe, inoltre, una nuova categoria regolatoria per i piccoli veicoli elettrici, con tassazione agevolata e crediti aggiuntivi ai fini del rispetto degli obiettivi di CO₂. Crediti che potrebbero essere riconosciuti anche a chi investe in una produzione più sostenibile, ad esempio utilizzando acciaio a basse emissioni di carbonio.
Il confronto politico è aperto. E il 2035, simbolo della transizione verde europea, appare oggi meno scolpito nella pietra di quanto sembrasse fino a pochi mesi fa.
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