Bruxelles (eu24news) – “Oggi la Commissione europea compie un passaggio politico che fino a pochi anni fa sarebbe stato impensabile: riconosce formalmente che l’accesso all’aborto sicuro rientra nella tutela della salute pubblica e che i fondi europei possono essere utilizzati per garantirlo. Abbiamo aperto una strada chiara. Non è tutto ciò che chiedevamo e c’è ancora tanto da fare, ma si tratta di un precedente politico importante, che nasce dalla forza di oltre un milione di firme raccolte con My Voice, My Choice”, così l’europarlamentare di Alleanza Verdi e Sinistra Benedetta Scuderi.
“La Commissione – prosegue – chiarisce che il Fondo Sociale Europeo Plus può sostenere l’accesso a servizi di aborto sicuro e legale, nel rispetto delle legislazioni nazionali. Purtroppo non viene creato un nuovo strumento, ma per la prima volta si afferma nero su bianco che l’Europa può finanziare l’accesso all’interruzione di gravidanza come parte delle politiche per l’inclusione, la coesione sociale e la tutela della salute. Questo significa riconoscere che l’aborto non è un tema ideologico, ma una questione di diritti, salute e uguaglianza. Significa dare atto che le disuguaglianze territoriali ed economiche nell’accesso ai servizi sanitari sono un problema europeo”.
“Adesso la responsabilità passa agli Stati membri. I Paesi che credono in questo diritto e intendono garantire l’aborto devono assumersi la responsabilità di utilizzare il Fondo Sociale Europeo per sostenere concretamente le persone in situazione di vulnerabilità, comprese quelle che non possono accedere ai servizi nel proprio Paese. Chi invece continua a ostacolare o restringere l’accesso si assuma davanti all’opinione pubblica la responsabilità politica di non voler utilizzare strumenti europei disponibili. Oggi l’Unione europea ha riconosciuto che assicurare l’accesso all’aborto sicuro contribuisce agli standard più elevati di salute fisica e mentale, ora dobbiamo trasformare questa possibilità in realtà concreta”, conclude.
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