Bruxelles (eu24news) – Il Parlamento europeo ha dato il via libera a una riforma che punta a snellire drasticamente le procedure autorizzative per impianti di energia rinnovabile, reti elettriche, sistemi di accumulo e stazioni di ricarica in tutta l’Unione Europea.
La commissione Industria, Ricerca ed Energia (ITRE) ha approvato un testo che introduce scadenze più brevi, uno sportello digitale nazionale unico per tutte le fasi burocratiche e un quadro normativo europeo dedicato alle infrastrutture di rete elettrica. L’obiettivo dichiarato è ridurre i costi dell’energia favorendo la produzione interna di energia pulita, in un momento in cui l’Europa resta fortemente dipendente da costose importazioni di combustibili fossili.
Tra le novità più rilevanti, gli eurodeputati chiedono di ampliare e rafforzare la presunzione di interesse pubblico prevalente per i progetti di energia rinnovabile e le reti elettriche, limitando la possibilità per gli Stati membri di introdurre eccezioni, se non in casi debitamente giustificati legati alla tutela del patrimonio culturale formalmente riconosciuto.
Vengono inoltre fissate nuove regole per i collegamenti alla rete: le procedure non potranno superare i tre mesi e, in caso di mancata risposta entro i termini, alcuni progetti potranno considerarsi automaticamente approvati. Per i nuovi collegamenti, i tempi variano da sei a nove mesi a seconda della zona e della tecnologia utilizzata.
Cambiano anche le soglie che fanno scattare l’obbligo di permesso: da 100 kW a 200 kW per i piccoli impianti fotovoltaici, i sistemi di accumulo e le colonnine di ricarica. Le stazioni di ricarica fino a 1 MW installate su strutture artificiali non necessiteranno più di alcuna autorizzazione amministrativa.
La soglia per la condivisione obbligatoria dei benefici economici con le comunità locali coinvolte scende da 10 MW a 7 MW. Le comunità energetiche rinnovabili e i progetti sviluppati direttamente dai cittadini restano esclusi da questo obbligo, mentre viene ribadita l’attenzione verso le famiglie vulnerabili, che dovranno ricevere una quota adeguata dei vantaggi generati.
Prevista anche una corsia preferenziale per le pompe di calore sotto i 50 MW, con un termine di un mese per il rilascio del permesso (tre mesi per quelle geotermiche), sempre con approvazione tacita in caso di superamento dei tempi.
Il testo è stato approvato con 57 voti favorevoli, 3 contrari e 8 astensioni; via libera anche all’avvio dei negoziati con il Consiglio (64 voti a favore, 3 contrari, nessuna astensione). I colloqui interistituzionali prenderanno il via sotto la presidenza irlandese del Consiglio, dopo che quest’ultimo ha già definito la propria posizione sul dossier.
Le lungaggini burocratiche restano tra le principali cause di ritardo nello sviluppo dei progetti energetici in Europa: le reti di trasmissione elettrica richiedono in media dieci anni per essere completate, di cui oltre la metà del tempo assorbito proprio dalle pratiche autorizzative. Per gli impianti rinnovabili si può arrivare fino a nove anni, mentre gli impianti di accumulo richiedono da uno a sette anni, a seconda dello Stato membro e della tecnologia.
La proposta si inserisce nel più ampio pacchetto europeo sulle reti energetiche, presentato dalla Commissione europea lo scorso dicembre nell’ambito della Bussola per la competitività e del Clean Industrial Deal.
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