Bruxelles (eu24news.eu) – Al centro del dibattito europeo c’è la proposta di introdurre un “freno d’emergenza” per sospendere o rinviare le nuove leggi dell’Unione europea considerate troppo onerose per le imprese e penalizzanti per la competitività. L’iniziativa, sostenuta dalla presidente del Consiglio Giorgia Meloni, dal cancelliere tedesco Friedrich Merz e dal premier belga Bart De Wever, viene contestata dall’eurodeputata Benedetta Scuderi (Alleanza Verdi e Sinistra), che avverte: dietro la semplificazione delle regole si rischia di mettere in discussione le tutele per i lavoratori, l’ambiente e i diritti dei cittadini.
“L’idea di introdurre un ‘freno d’emergenza’ per bloccare le nuove leggi europee considerate troppo ‘onerose’ è estremamente pericolosa. Quella di Meloni, Merz e De Wever è una proposta che va respinta con fermezza, perché dietro la retorica della semplificazione e della competitività si nasconde il rischio di sacrificare arbitrariamente molte importanti norme europee”. Così l’eurodeputata di Alleanza Verdi e Sinistra Benedetta Scuderi.
“Le leggi Ue – prosegue – sono il frutto di processi democratici e garantiscono diritti, salute pubblica, sicurezza, tutela dei lavoratori, protezione dell’ambiente e regole comuni nel mercato interno: presentarle come un ostacolo da rimuovere significa ignorare la loro funzione essenziale, ad esempio quella di impedire che i costi del profitto ricadano sulle persone. Appellarsi ad un’emergenza regolatoria potrebbe diventare uno strumento di pressione politica sulle decisioni europee, alterando gli equilibri tra Commissione, Parlamento e Consiglio, ma anche di squilibrio e disuguaglianze tra Stati Membri, con richieste di sospensione, rinvii e negoziati permanenti”.
“Paralizzare norme sgradite a certi interessi economici o politici in nome dell’‘eccessiva onerosità’ è antidemocratico. Un criterio vago, che non sappiamo chi dovrebbe definire. Chi decide cosa è ‘eccessivamente oneroso’? La maggioranza contingente? I giochi di potere? Senza limiti rigorosi quella che si frena è la democrazia. La competitività non si costruisce indebolendo le garanzie, ma investendo nella ricerca, nelle tecnologie pulite, nelle competenze, nelle infrastrutture energetiche e nella qualità del lavoro. La semplificazione è utile se elimina duplicazioni, adempimenti inutili e procedure sproporzionate, ma una cosa è migliorare l’applicazione delle regole e un’altra è introdurre un potere politico per sospenderle perché qualcuno le considera scomode. Non accetteremo che si normalizzi l’idea che le decisioni democratiche possano essere congelate ogni volta che danno fastidio”, conclude.
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